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MisuraImmodestia

Avete supportato i miei delirii ben *loading* volte
martedì, 22 agosto 2006

Non doveva essere uno spazio di sfogo. E però serve anche a quello. Arrivi e fai e disfai. Tentenni. Non capisco che vuoi da me. Mi chiami. Fai il geloso. La butti sul ridere, poi sul tragico. Non ti capisco. I nostri modi di vedere la vita sono diametralmente opposti.

Ciò nonostante.

ti trovo interessante e mi confondi. te lo dico. Mi chiedi in che rapporti siamo. Di conoscenza reciproca. Tu non capisci. Non rientra nel tuo modo di rapportarti alla vita. per te le cose sono o bianche o nere. Io ho sempre vissuto sfumature. Continui ad essere poco intelleggibile. Nella tua semplicità complichi l'incomplicabile.

E poi.

Poi SBAGLI TUTTO. Non volendo, chiaro. Ma fai un tragico errore. E io un po'mi stanco di questo limbo inutile. I famosi "chiarimenti" ormai sono superflui. Ma sono stata io, come al solito, a prendere il giogo in mano e a condurre la cosa. A farti la psicologa de noantri. A fare la persona matura, a dirti che ho un orgoglio chiaramente ferito, che sputo veleno perchè per una donna questo è normale, ma che infondo non è niente, che non hai fatto niente, che infondo mica c'era amore folle (e quasi ti rabbui a sentirlo), che sopravvivo tranquillamente, che devi stare tranquillo.

Mi vieni a dire che la cosa era a monte. Il problema erano i nostri ruoli professionali. Plauso alla tua razionalità. Speri che un giorno i nostri rapporti possano tornare normali. Ti stai dando troppa importanza bello mio. I nostri rapporti sono come sono sempre stati. Normali. Non ho rancore da portarti. Non ho alcun problema nel parlare con te. Ma di solito chi mette tanto le mani avanti è perchè poi scappa, non so se perchè non riesce a reggere le nuove situazioni o perchè si sente in colpa senza ragione. Ad ogni modo tranquillizzati, la mia vita non cambia, con o senza di te.

E l'errore è stato mio che mi sono lasciata confondere e vedevo in te una via d'uscita, una specie di salvezza e alternativa sana ai miei casi.

Epperò mi sono rotta le palle di fare la donna splendida e supriore, di fare da mamma e tranquillizzare tutti, di essere matura.

In questo momento fondamentalmente di prenderei a badilate nei denti e ti spaccherei la faccia usando il pugno di ferro, ma poi mi passa.

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 18:28 | link | commenti (4)
categorie: lamento, io e gli omini