Sappiate che mi sto perdendo un concerto. Un concerto che avrei voluto veramente vedere.
I Sol Invictus. Che suonano dietro casa mia, in pratica. Che poi chissà quando torneranno a suonare in Italia, per giunta.
Come al solito non è voluto venire nessuno a vederli insieme a me. In realtà il problema sarebbe ovviabile: il concerto di Nick Cave me lo sono visto da sola. No Nick non me lo sarei veramente perso per nulla al mondo. Cinema, concerti e teatri sono attività che posso tranquillamente fare da sola. Ma stasera da sola non c'avevo proprio voglia.
E' che stasera fa un freddo birbone. E non mi sento nemmeno tanto bene. E m'è preso uno dei miei momenti di pessimismo cosmico (forse perchè sono qui che penso alla mia stronzata di mercoledi sera. L'ennesima, direi). E volendo dovrei studiare la stramaledetta Cappella Brancacci, o scrivere su Orsanmichele o magari prepararmi per il lavoro di Pasqua. In Valtellina. Con tutto il rispetto, ma la Valtellina non si sopporta. A parte la Valchiavenna, ma solo quando fanno la festa dei crotti. Se penso alla settimana all'Aprica mi vengono i brividi. E non propriamente per sensazioni positive.
E poi diciamola tutta: i Sol Invictus, fondamentalmente, non sono certo i Death in June.
ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI
Ieri sera ho chiamato l'autista. L'autista è un mio amico. Gli voglio un gran bene. Guai a chi me lo tocca. Ci siamo conosciuti d'estate, per lavoro. E abbiamo scoperto di avere una buona serie di amici in comune, e che siamo usciti per un po' con la stessa compagnia. Solo in momenti diversi.
L'autista dalla sua ha che è un bellissimo ragazzo. E che è anche un po' naif. In dei momenti gli spaccherei i denti per la sua non curanza in alcune cose. però poi è sensibilissimo e profondissimo in molte altre. Il nostro ormai è un bene sublimato. Sono un po' la donna angelicata per lui, quella che non si tocca. Gli ho proposto di scrivermi due albe o due lai, mi avrebbero fatto piacere. C’è stato si un iniziale “vorrei, non vorrei, ma se vuoi”, ma poi, per fortuna, si è risolto in nulla. Li per li, ovviamente, non è che si saltasse di gioia. Ma col senno di poi è stato decisamente meglio così. Avrebbe solo aggiunto casini dove già ce n’erano tanti.
Siamo sempre un po' gelosi delle persone che appaiono nei nostri orizzonti. Anche perchè, se lo conosco un minimo, quando il giovanotto si innamorerà di nuovo, ecco che sparirà del tutto. E mi dispiacerà. Però vabè, è carattere. Inizialmente non ero assolutamente contenta di sapere che nel suo orizzonte c'era una tipa, e anche lui ha reagito piuttosto male nel sapere dell'attore.
Ci capita di vederci e sviscerarci i nostri casi. Anche perché pensiamo che avere il punto di vista maschile/femminile possa aiutarci a dipanare i nostri dubbi. Macchè. Facciamo più casino che mai.
Io so che l’autista mi vuole bene. E mi mette sempre una certa allegria. Anche per questo l’ho chiamato ieri sera. Ero in un momento di depressione caspica e sapevo che mi avrebbe fatto fare un sorriso. E poi con lui non ho bisogno di difendermi, posso anche mostrare le mie debolezze e ferite, che da buona wonder woman col piffero che le faccio vedere agli altri. Le famose “armature” che mi diceva l’attore.
Solo che l’autista, piccino, ogni tanto dice qualcosa che suona male e poi cerca di riprendersi. Tipo Gatto Silvestro che vuole arrampicarsi sullo specchio.
Conversazione in una serata a parlare dei nostri casi personali davanti a due bei bicchieri di vino; parlava dell’attore, del quale, manco a dirlo, non ha assolutamente una buona opinione pur non conoscendolo: “Ecco vedi. Anche te come sei. Ti lasci infinocchiare da una marea di cazzate. Basta buttare li due paroline, due stronzate, e eccola che ci casca come una pera cotta.” “E che diavolo, vabbè, le cose vanno come vanno…Ma insomma, perché deve essere tutta fuffa? Magari tra le cose che mi ha detto di fuffa ce n’era tanta, ma qualcosina di vero sulla sottoscritta ci sarà pure stato!!” “Ecco. Ma lo vedi come sei? Allora sei proprio una bionda scema. Io volevo dire che non mi stupisco che lui sia rimasto affascinato da te, è che mi stupisco che tu sia rimasta affascinata da un tipo del genere!”. Yeeeeeecccch… [rumore dell’arrampicamento sullo specchio. Con le mani insaponate, per giunta]
Telefonata di ieri: “Sei un po’ giù.” “si” “Hai rivisto quel coso, li... l’attore?!” “No, tranquillo. Sono metereopatica. Torna il sole e mi riprendo” “Ecco, tanto dice torna presto. Poi torno anch’io,che sono il tuo sole….Che hai fatto sabato?” “Sono stata in fila per entrare al Twiga. Ma non sono entrata” “AL TWIGA???Ma no dai, te al Twiga no!!!” Mi si alza il sopracciglio: in che senso io al Twiga no??? [mi ritorna in mente la preghiera a Santo Expedito sul “fammi essere una persona normale, ti prego!”] . Non guardiamo che non voglio andarci, ma allora realmente sarei così fuori luogo? Aria ghiacciata. “Scusa eh, ma in che senso io al Twiga no? Sarebbe così ridicolo?” “Ma dai, su, te al Twiga? Quel postaccio li? Voglio dire, non è che TU non sei all’altezza del Twiga, è il Twiga che non è alla tua altezza!” Yeeeeeeeccccchh…..
Specchio o non specchio su cui arrampicarsi, grazie comunque per quello che hai detto. Perché non solo mi ha fatto sorridere, ma mi ha fatto stare un po’ meglio.
SANTO EXPEDITO, PENSACI TUUUUU....(Sulle note di: "Gigante, pensaci tuuuu)

Adesso che sono passate un discreto numero di ore, penso di poter guardare con un certo distacco al mio passato sabato sera. Un ragguardevole sabato sera, devo dire.
Devo fare una premessa: io non riesco a sopportare le discoteche. C'ho provato. Lo giuro. Ci ho provato. E anche in differenti momenti della mia vita. Ma non ce la faccio proprio. A me 'sti club tutti fighi o pseudo tali, dove mettono house o improponibile musica commerciale, non mi vogliono piacere. Non mi piace la musica, non mi piacciono gli ambienti e di norma non mi piacciono gli esseri umani che li si incontrano. Tanto per rendere l'idea, io il mio bonus annuo sull' andare a ballare (inteso come andare in discoteca, che in altri locali ci vado più che volentieri a ballare) l'ho già sfruttato. Mercoledi scorso sono andata in un noto club di Firenze giusto perchè:
1) ero già devastata dall'alcool e non mi rendevo nemmeno molto bene conto della musica ORENDA
2)ero con una mia amica e mi faceva piacere stare con lei
Però ecco. Io fino al marzo 2008 non voglio sentir ragionare di Yab, Costes, Tenax, Meccanò, Central Park e simili amenità.
Sabato sera. Basso profilo. Non so bene cosa fare. Sento una mia amica: "Avevamo pensato di andare verso il mare." Beh, mica male, mi dico. Infondo cambiare un po'aria mi fa bene, vedere facce nuove...Immaginavo un "si va in qualche locale, bevutazza in allegria". E invece..."L'altra ragazza è lanciata per andare al Twiga."
ORRORE
Dicesi Twiga una nota discoteca di vips o simili verso Lido di Camaiore. Sti posti di tendenza, di gente faiga (e io invece sono daiva, vedi un po' che differenza). Non posso che piegarmi. Ormai, giusto per stare tutte insieme. Mi metto li a cercare di autoconvincermi che potrebbe essere meno peggio del previsto, che magari sai mai, potrebbe anche essere un posto divertente non che fucina di persone interessanti(si, vabbè). Arriviamo in questo fantomatico loco. Ovviamente c'è fila per entrare. Ci fermiamo li. Mi guardo in giro: attorniata da bellimbusti che usano decisamente più creme e trucchi di me. Petto glabro. Sopracciglio rifatto. Scarpa di pitone armeno. Tutti pettinati - vestiti - atteggiati alla stessa maniera. Inorridisco. Guardo la popolazione femminile: zie che bofonchiano e arrivano su maserati. Impellicciate e stuccate alla perfezione. Ragazze (non zie, almeno loro) su tacchi vertiginosi, vestite più meno tutte uguali per seguire l'ultima moda (che non ho capito bene quale sia...forse jeans griffato dentro gli stivali o pantacollant con specie di tunica griffata sopra...non saprei, aggiornatemi, vi prego), borsina rigorosamente LV, o Guess, o Cavalli.
Mi guardo: vestitino corto a fiori e cinturone, tipico stile anni '70. Pettinatura alla Nico. Stivale con tacco largo e non troppo alto. Very '70es. Borsa nello stile gotico fiorito (perchè è di pelle nera, con fiori e borchie). Ma che cazzo ci sto facendo qui?????
La fila non scorre. Il buttafuori fa passare solo chi gli pare a lui. pare che devi avere i santi in paradiso per entrare. La zie bofonchiano sempre di più. Le ragazzine, stremate dai tacchi, guardano con occhi lucidi il pelatone che dovrebbe intercedere per loro, aprire le acque e farle passare. Io rido tra me e me. Ormai mi sono quasi rassegnata e lo prendo per uno spettacolo comico. La mia amica torna da una sonora litigata al telefono. Inizia a scocciarsi di stare li a aspettare chissà che cosa. L'altra non fa che ripetere ad atri amici che "il twiga è un gran bel posto, è proprio bello". Carmelo, il mio neurone solerte, si sta bevendo una gran serie di gin tonic mentre scuote il capino. Gennaro, il mio neurone easy, è già collassato.
E poi avviene il miracolo. "Si vabbè. Sono quasi le 2. Qui non scorre niente. Che si fa, anche se s'entra tra mezz'ora si viene via. E poi è insopportabile questo dover mendicare l'entrata. ma che credono??Se s'andasse a fare una bevuta?". Oh Yes!!! Guardo la mia amica come la salvatrice della patria. Nonostante non sia religiosa, ringrazio il buon Santo Expedito (patrono delle cause urgenti, venerato in Brasile e Portogallo. Me l'ha dato
L'altra tipa che è con noi attacca a decantar le bellezze ed i divertimenti dei club di Milano Marittima. Io bevo un bel bicchiere di vino e mi sento felice. posso ancora dire di non aver mai messo piede al Twiga o al Seven. Sembrano cose da poco...
...però a questo punto mi chiedo: Santo Expedito, perchè io non posso essere una persona normale? Ma si, dai. Una che sta nella media. Perchè non riesco a essere una di quelle che va in disco e si diverte, va nei posti fighi e si sente bene? Perché non posso accontentarmi anche io di andare in giro per fare shopping, comprare cose griffate, atteggiarmi e il sabato sera andare sempre nei club? E’ che mi si risolverebbero un po’ di problemi di gestione della vita, caro Santo Expedito. Innanzi tutto, non avrei problemi a trovare qualcuno che viene in giro con me. Insomma, la stragrande maggioranza delle persone si diverte nei club e va volentieri li. E non mi preoccuperei tanto del livello intrinseco della conversazione che sto avendo col bipede di turno. Sarei guardata un modo un po’ meno strano.
Ora Santo Expedito, io lo so che se non riesco più a mettermi i tacchi alti alti e a spillo non è propriamente colpa tua. Lo so che è dovuto al mio lavoro, però potresti pur aiutarmi a far cascare il mio sguardo su scarpe scomode e sexy, invece che sulle cose retrò e un po’particolari che piacciono a me. Santo Expedito, se tu mi facessi cambiare un po’ i gusti in quanto a musica – cinema – teatro, magari ne caverei le gambe, no? Magari non mi sentirei sempre un pesce fuor d’acqua. Magari a 27 anni frequenterei gente normale e non devastati – invasati – matti. Vedi un po’ tu, eh! Ma se proprio vogliamo fare il miracolo, caro santo Expedito, perché non puntare ad una sana via di mezzo? Voglio dire…Ammettiamo anche che a me continui a piacere il rock. Che io sia un misto a seconda di come mi gira tra il rock, il dark e il samba. Beh, basterebbe riportare i posti dove ogni tanto mi aggiro ad un livello di normalità come quello che mi sembrava essere qualche anno fa. O forse mi sbagliavo. Insomma, basta non esagerare con i mega rileccati da una parte e i pulciosi dall’ altra, non mi sembra difficile, no? Beh Santo Expedito, vedi un po’ tu che puoi fare. Vedi Santo Expedito, se io fossi una persona a cui non pende mai un capello, che sta sempre all’ultimo grido, magari smetterei di frequentare i posti che frequento e di riflesso di mettermi a pane con quelli con cui mi ci metto. Un mio caro amico mi ha detto che se continuo così troverò solo gente problematica. Tipo l’attore. Fermo restando che non me lo sono cercato, m’ è capitato e ha cominciato lui. Però non ha tutti i torti. Bisogna pur ammetterlo.
E’ che sto diventando sempre meno tollerante. E settaria, probabilmente. E poi mi lamento. Santo Expedito mio, per quanto non ti sarò mai abbastanza riconoscente per avermi preservato dal Twiga sabato sera, ti prego: vedi di metterci una pezza tu, con me. Perché ultimamente mi pare di essere Battiato in up patriot sto arms. Ma anche in centro di gravità permanente per l’intolleranza. Perché parafrasandolo “non sopporto i cori russi, la musica finto rock, la new wave italiana, il free jazz punk inglese, neanche la nera africana”. Non sopporto più nulla di ciò che mi sta attorno.
Fai un po’tu. Che a me questa mi pare piuttosto urgente, come causa.
Le canzoni ci seguono. E ci si appiccicano addosso. E ognuna assume un significato tutto suo.
Io spesso le lego indissolubilmente a dei momenti, a dei luoghi o a delle persone.
Quando sento Blister in the sun mi appare davanti l'Incognito, un locale di Lisbona. I Death in June sono Joao, uno dei miei migliori amici in assoluto. Me li ha fatti sentire lui la prima volta e quando li sento penso ai pomeriggi o le serate passate nella piccola bottega degli orrori che è casa sua. Sono immagini che appaiono chiarissime. Le vedo. Sento di nuovo le sensazioni che sentivo. I Magma sono Emanuele. In realtà Emanuele è la Riviera d'Ulisse, è Terracina, è rumore di mare, è questo più che una vera e priopria musica. Gli Smashing Pumpkins sono la Chiara. I Cure invece sono il mio compagno d'università Telespalla Bob. Specialmente le più cupe.
La Paloma. Versione Caetano Veloso: io e Gaja (e il poveraccio di Lisandro) in un cinemino di terz'ordine a Lisbona a piangere come due sceme.
Poi c'è Tom Waits. Tom Waits. Mi piace tutto quello che fa. Mi piace come lo fa. E' poesia pura, di parole e note.
Questa canzone è l'attore. Legata a lui in modo indissolubile.Da una parte non so se lamentarmene o esserne contenta...
[si. You're innocent when you dream. When you dream.]
...Its a question of lust
Its a question of trust...
...Its a question of not letting
What we've built up
Crumble to dust...
COM' E' BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE TUTTAVIA...
Allora, io sono nata nel 1980. E negli anni '80 c'erano dei cartoni animati seri. Dei cartoni animati degni di tale nome. Mica roba tipo Digimon e Pokemon. Sono cresciuta con infinite serie di robot guidati da aitanti giovani. Ragazzine che si trasformavano in stupende ficone. Storie strappa lacrime di orfane bistrattate dalla sorte ma redente dalla loro infinita bontà. Partite di pallavolo e di calcio che duravano circa 4 puntate l'una.
Insomma, un'infanzia con tutti i crismi.
Parlando con la fida Gajazzi rimembravamo i bei tempi andati di questi mitici cartoon nipponici. E ad un certo punto ci è venuto naturale pensare ai personaggi maschili che turbavano i nostri sogni di bambine. Ed è venuto fuori che anche da piccine avevamo l'occhio lungo. E che eravamo sensibilissime al fascino maschile (cartonisticamente parlando). Abbiamo stilato così una sorta di classifica dei belloccioni dei tempi. Già si vedeva una mia netta predilezione per i mori. E per gli smilzi.
Credo che uno dei miei primi amori di bimba sia stato il protagonista di Yattaman anche se era un biondo. ma infondo ci vuole l'eccezione che conferma la regola. Poi mi piaceva Apollo di Pollon. Già che Pollon era di per se un capolavoro, il padre della ragazzina rappresentava un forte incentivo alla visione della serie. Poi è arrivata Creamy. E oviamente coglieva l'attenzione quel testone di Toshio. Anche se è passato presto perchè era un po' troppo a bimbino, e io ho sempre avuto un'attrazione fatale per gli "uomini" più grandi. Anche se Ataru, il protagonista decerebrato di Lamù, aveva comunque il suo perché.
Poi cresci tu che cresco io, pur se femminuccia, i cartoni sui robot son toccati pure a me. E guarda un po', ogni forzuto robot era guidato dal bellimbusto di turno. E qui come non ricordare Daigo, protagonista di Gordian? No, solo per il nome meriterrebbe una menzione. Da oggi invece di dire "son drago" tutti a dire "son Daigo". E quella sua sciarpina bianca, che fa così eleganza! Per non parlare di lui, il solo, il mitico Alan Benjo. Come si può resistere ad Alan Benjo e alle sue pose da bullo?
E La spada di King Arthur? Con la sua splendida sigla cantata dai cavalieri del re di Riccardo Zara? E come non ricordare Artù, bello, bravo, intelligente e impavido? E per le amanti dell'omo che ha da esse' omo (o dell'omo che ha da puzzà), Ken Shiro non glielo leva nessuno!
Poi c'erano quelle innamorate di Mirko dei BeeHive. Come dimenticare le loro intramontabili hits, d'altra parte. Mirko rappresentava un nuovo prototipo d'uomo. L’uomo rock’n’roll, però tipo kinder bueno: duro fuori e tenero dentro. E c’era il partito Satomi, ovviamente: capelloni alla riscossa. Fanciulle divise e litiganti, una lotta epica pari a quella dei Beatles Vs Rolling Stones, Durand Duran Vs Spandau Ballet, Take That Vs Backstreet Boys (non so se nota il climax di DECADENZA). Poi si sa. L’uomo artista ha sempre il suo ascendente. Specie i BeeHive, primo gruppo rock propinato alle fanciulline. Con la pretesa di essere glam alla Mark Bolan, si truccavano peggio dei Kiss. Epperò, stranamente, io non ero affascinata da nessuno dei componenti di cotanto gruppo. Strano. Molto strano. Erano troppo buoni per i miei gusti.
Si sa, il fascino del marcio non lo leva nessuno. Ma c’è stata tutta una serie di
personaggio buoni (e pure un po’sfigati, che pare sia un inscindibile binomio) che non poteva non piacermi. Prendete Andrè di Lady Oscar: bello come il sole, idealista, dolce e duro allo stesso tempo…Ovviamente rimane orbo, e quando finalmente riesce a farsi la buona Oscar…Tempo zero muore. Porello. Era meglio se stava fermino. E non parliamo di Abel e Arthur di Georgie, che vorrei ricordarlo, nella versione originale della serie, uno finisce ammazzato (dopo essersi fatto Georgie) e l’altro viene sodomizzato reiterate volte (prima di farsi Georgie). State lontani da Georgie che porta male!!
Passando ai buoni e sportivi mi ricordo che il bellone era rappresentato da Sugar, un tipetto che faceva boxe. E che da un giorno all’altro passa da essere un bamino a un post adolescente da sbavo. Misteri della fede. Io l’ho chiamata crescita esplosiva. Come quella che ho denotato in Calabria. Ma non c’entra col discorso.
E poi invece subentra il fascino del male (o presunto tale). Vogliamo parlare del fascino Gigen di Lupin? E soprattutto di quello di Capitan Harlok? Capitan Harlok era il massimo. Secco rifinito, sguardo di ghiaccio, cicatrice sul viso e quella ambiguità di fondo che non si capiva mai se era buono o cattivo. Una cosa da urlo. Credo che mi creerebbe scompensi tutt’ora.
Ma uno solo era il re dei miei sogni di bambina. E non solo dei miei. Perché Gajazzi mi ha confermato che lo era anche dei suoi. E nel ’94, durante una vacanza studio a Londra (tempo speso bene, eh) è stato eletto come il più bello dei cartoni. TERENCE di CandyCandy. Si, proprio lui, quello di Candy, rinomata per essere la donna più stupida del creato (parla con un procione e soprattutto corre dietro a quello slavato di Antony quando c’è li Terence. No,via, perle ai porci). Terence non solo è bello. E’ tormentato. E’ romantico. E’ difficile. E’ intenso. E’ devastato. Porca miseria, fa l’attore. Non depone a suo favore. Ma che vuoi fare. Non si può avere tutto.
Io vado fiera dei miei amori di bambina. Dal tipo di Yattaman a Terence. Li ho amati tutti. E a ben vedere, e a vedere i tipi che suscitano la mia attenzione oggi, ero forse più sana allora di adesso.
SE I SOGNI SON DESIDERI IO SONO CONDITA BENINO DI NULLA...
Stamani mi sono svegliata alle 7 di mattina, come accade ormai praticamente ogni sabato per subire 5 ore di lezione nell'amena località di Firenze Sud - quasi Badia di Ripoli.
Stamani mi sono svegliata e mi sono ricordata che cosa ho sognato. Non ho avuto vaghe impressioni o nebulose visioni fatte a tratti. Mi ricordo benissimo. Ero davanti alla porta della scuola (che effettivamente questo corso mi sta ammorbando la vita, ora, che mi ammorbi anche le notti è pressochè inaccettabile) e usciva fuori Vladimir Luxuria. Non Vladimir versione parlamentare. La versione precedente. Abbiamo conversato amabilmente, poi Vladimir era impegantissima e se n'è andata.
Mi pare che questo sogno indichi chiaramente che verso ormai in una condizione preoccupante.
O forse è solo tropo tempo che non torno a casa annebbiata dall'alcool e la crisi d'astinenza è preponderante.
Necessito di delucidazioni.
Sono sopravvissuta.
Splendido. Nekrosius è fenomenale. Era da un po' che non vedevo spettacoli così belli.
ANNUNCIAZIONE, ANNUNCIAZIONE!
Stasera sono a vedere il Faust di Nekrosius (ribattezzato dagli amici "necroforo").
Se non dovessi sopravvivere alle 4 ore e mezza di piece teatrale rigorosamente in lituano, sappiate che è stato bello conoscervi. Tutti quanti.
Adie!