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...come me e il mio lavoro...

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MisuraImmodestia

Avete supportato i miei delirii ben *loading* volte
martedì, 27 novembre 2007

IMPARA L'ARTE E METTILA DA PARTE


merda_artista_manzoni
L’arte per me è sempre stata un territorio affascinante e misterioso. Il processo di creazione mi ha sempre lasciato a bocca aperta. La produzione in quanto tale mi ha sempre incuriosito. Gli artisti mi hanno sempre fatto diventare matta. Il bello ha sempre avuto un grande ascendente su di me. Tutto ciò che è bello, esteticamente e foneticamente, mi incatena.
La creatività è una grandissima dote, dote che io non mi riconosco poi moltissimo. Noi poveracci, attratti dall’arte ma non artisti, stiamo in quella terra di mezzo in cui guardiamo questo mondo ma non riusciamo a farne parte. E veniamo pure un po’ schifati.
Ci sono svariate sfaccettature, svariate correnti nell’arte. Io amo l’arte figurativa. Adoro la pittura e sono sempre stata buona solo a fare scarabocchi con una matita in mano. Non ho assolutamente alcun senso artistico, figurativamente parlando. La scultura, michelagiolescamente, mi affascina poi ancor di più. Il dare corpo a qualcosa che si libera dalla materia. L’atto creativo supremo. La difficoltà tecnica. Ovviamente io sono un’imbranata cronica ad usare le manine. Amore infinito per il teatro ed il cinema. Da spettatrice. Mi imbarazzerei troppo su un palco. E la musica. La musica. Voce bassa da travestito e suonatrice di chitarra. Lasciato tutto a mezzo perché ero mediocre, ed io o eccelsa o non se ne parla.
E oltretutto provate a vivere il mio dramma: il mio segno è l’acquario. Il segno artistico e creativo per antonomasia. “Uh, sei acquario! Sarai bravissima a disegnare!” “no” “ah, beh, allora ballisuonicanticrei!” “no”. E chiunque mi veda pensa che io sia una persona estrosa e creativa. Vaglielo a spiegare che forse ho un certo estetismo per le cose, ma non si può confondere con estro e creatività.
Insomma, una croce. Diciamocelo, una vera croce. Croce e delizia, nel vero senso della parola.
Che se poi si guarda bene, anche il mio lavoro ha a che fare con l’arte: di arte e storia parlo quando cerco di svelare Firenze agli occhi altrui. E un po’ attori bisogna essere, per cercare di far passare un’impressione, un’emozione, un brivido.
Gira che ti rigira, io dal mondo della creazione artistica, non riesco proprio a starci lontana. Affinità elettiva. Deformazione professionale o di studio, visto che sono laureata in lingue, ma specificatamente in lingua e letteratura portoghese: amici scrittori, poeti, editori.
E dato che alla fine a questo mondo ci son legata (sempre con i debiti distinguo), se penso al mio trascorso lavorativo, posso ritenermi fortunata. Ho lavorato per qualche stagione come sorveglianza in sala del Centro di Arte Contemporanea Luigi Pecci. E che altro avrei potuto fare, io di arte contemporanea non ci intendo niente. Però è servito. L’occhio si abitua anche a quel bello, si trovano regole di armonie nuove. Poi si vedo anche delle belle cagate, secondo il mio parere di non esperta. Però ho avuto l’occasione di vedermi e gustarmi molte mostre. Gustarmele piano, visto che me ne stavo li per lavoro. Guardando ogni pezzo della mostra da ogni angolazione, con ogni diversa illuminazione.
Ho lavorato come maschera al teatro. Mi sono vista tutta una stagione teatrale a ufo, con mia somma gioia. Tra l’altro fortuna vuole che venissi messa quasi sempre al loggione; dal loggione potevo seguire tutto lo spettacolo. Roba che se sei agli ordini, e tutti i palchi sono pieni, non puoi mica. Una goduria, insomma.
E visto che ormai siamo in ballo, balliamo. Mi son fatta tutte le mostre di uno spazio per l’arte curato da un conoscente. Ed una, l’ultima, è stata la più bella. Hanno chiuso col botto. A questo punto aspetto con ansia che riaprano.
L’ ultima mostra era prima di tutto una performance. Si trattava di entrare in quello che era una sorta di ristorante dell’arte. Tre persone ad ogni tavolo, ognuna aveva il suo Menù. Nel menù erano enumerate svariate azioni che sarebbero state fatte dai tre artisti. Ogni azione era una portata ed ogni portata doveva essere pagata creando un disegno o una piccola scultura fatti utilizzando la tovaglietta di carta, oppure lasciando un proprio oggetto. Le creazioni sarebbero state successivamente esposte nella mostra.
Un concetto circolare di arte. Un’arte dove non c’è un creatore che poi diventa fruitore e viceversa. Una performance dove c’è una partecipazione collettiva.
Potevo sottrarmi al brivido di ordinare qualcosa a Cesare Pietroiusti, che girava nella sala con la comanda del ristorante? Ovviamente no. E così, insieme alla Francy e alla Rachele, mi sono seduta ad un tavolo. Ed ho fatto la mia ordinazione: “Cesare ti attribuisce permanentemente un’idea”. Mi ha attribuito un’idea sulla prospettiva in Giorgione. Cosa utilerrima, adesso potrò riutilizzarla davanti a qualche quadro di Giorgione e dire che è un’idea mia. Perché adesso è proprio mia, se l’è segnato anche lui. Era un’idea sua, ma adesso l’ha attribuita a me.
Della serata è stato fatto il video. Ci sono anche io e mi si riconosce. Se siete bravi indovinate anche "l’opera d’arte" con cui ho pagato la mia portata.

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 12:19 | link | commenti (12)
categorie: fuoco, videi, io e l arte, bello il mio lavoro
giovedì, 22 novembre 2007

MIGLIORIE

Credo che da oggi telefonerò svariate volte al giorno alla cooperativa di Napoli a cui sono affiliata. Ho scoperto che hanno finalmente cambiato la musica di attesa telefonica: rimossa ed archivata quella lagna di Pino Daniele che intona "O sole mio" (ma in inglese, per essere internazionali), la nuova musica è questa.
Ci vuole veramente poco a farmi contenta e a migliorarmi la giornata.
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 19:19 | link | commenti (4)
categorie: questo lo dico io, i miei eroi, muuuusica, bello il mio lavoro
domenica, 18 novembre 2007

TRASH? MA C'E' DI PEGGIO, VIA!





La Sama paventa un momento trash. Io guardo Mika e ripenso ad un gruppo che è un po' che non sento ma che mi piaceva tanto tanto. E penso che il freddo nord musicalmente non proprone cagate. Sarà roba poppettara quanto volete, ma tanto gradevole alle orecchie.

E aggiungo: il cantante (che ho scoperto avere solo 3 anni più di me. Uno dei non rari momenti in cui mi dico "Che ho combinato io nella mia vita? Nulla") ha una notevolissima voce. E poi è bellissimo. Entro nel mood tredicenne: potrei veramente innamorarmi di lui. Voglio un uomo così. Si, si, si, lo so che non sarei un oggettino che gli interessa perchè le sue preferenze si rivolgono altrove. Ma è sì bello et affacinante. Io lo so che prima o poi avrò un amore molto infelice. Io lo so che tutto questa attrazione per il glitter e l'ambiguo mi porterà alla rovina.
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 19:48 | link | commenti (10)
categorie: questo lo dico io, videi, muuuusica, io e gli omini
lunedì, 12 novembre 2007

IO DELLA VITA NON HO CAPITO NIENTE #3

Si, si, va bene. Lo ammetto. Io non ho mai visto Pretty Woman e nemmeno Dirty Dancing. "Quel Baby non può restare in un angolo" facevo finta di capirlo solo per continuare a parlare con le mie amichette nella preadolescenza.
Alla trasformazione della Roberts preferivo quella della Hepburn nel...Come si chiama, mi ricordassi mai un titolo. La versione filmica del Pigmalione, per capirci.
Di Pretty Woman credo di ricordare solo i primi 2 minuti di film. Dopo il buio totale, frutto del sonno in fase REM. Mi manca una pietra miliare della filmografia delle donne della mia età. A pensarci bene non ho mai visto nemmeno Top Gun. Ed ho sempre preferito Alexandar Nevskij di Ejzenstejn (si, proprio quello della Corazzata Potemkin) a quel pappone kitsch di Braveheart. E uno dei miei film preferiti è Metropolis.

Visto che ogni tanto rientro nel mood adolescenziale (anche ogni spesso, ultimamente), forse potrei compensare e (ri)guardarli. Così saprei di che parlare alle cene di classe delle superiori.
Ma io alle cene di classe non ci vado mai.
Vabbè. Rimarrò con questi buchi neri di storia del cinema e continuerò a dubitare della mia femminilità perchè non posso emulare la Roberts, non avendo mai visto che diavolo fa in quel film.

Ecco. Ero una vecchiarompicoglioni già a 14 anni.

Però mi è sempre piaciuta della buona musica.




Caramels, bonbons et chocolats
Par moments, je ne te comprends pas.
Merci, pas pour moi
Mais tu peux bien les offrir à une autre
qui aime le vent et le parfum des roses
Moi, les mots tendres enrobés de douceur
se posent sur ma bouche mais jamais sur mon cœur

(e dopo il servizio recupero ubriachi da me fatto ieri sera, un destino da crocerossina, ogni riferimento NON è puramente casuale).


Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 15:45 | link | commenti (15)
categorie: cinema, muuuusica, io e gli omini
sabato, 10 novembre 2007

Si torna da una serata delle mie. Buona gente intorno, buona musica, buon tasso alcolico. Il greco di tufo che mi fa compagnia ad inizio serata. Ma quant'è bello il vino, bianco bianco bianco, rosso è il mattino sento male ad un fianco...Si continua alzando di gradazione, che abbassarla non aiuta ed aggroviglia lo stomaco.  E allora si torna ai vecchi amori, invocando una caipirinha e sperando che la barista nuova (che quella fidata ha avuto un figlio, ergo non se ne sta a rintronarsi di musica ad alti volumi fino alle 4 del mattino) sia in grado di farne una degna dii tale nome. Perchè dopo tante caipirinhe fatte coi piedi, si ha paura a chiederne una. Cristo, non è difficile da fare. Ma sembra ci voglia una laurea in astrofisica per farne una degna di tale nome. La barista mi stupisce positivamente. Forse esagera di cachaça, ma fa freddo e allora va bene, riscalda e fa affrontare il freddo novembrino pratese.
Ma c'è un freddo che non va via. E si, andrà via coi giorni, che a tutto c'è un rimedio e soprattutto tutto si affronta. Ma all'inizio si sente.
E purtroppo i mie due neuroni funzionano. E hai voglia a dargli da bere per vedere se trovan requie, Carmelo e Gennaro sono li che si grattano la testa in segno di disappunto e si domandano dove diavolo sia l'errore stavolta. Ma non lo trovano. Perchè stavolta di errori, mi sia concesso dirlo, non ce ne sono. Non c'è modo di crocefiggersi quando non hai nemmeno il legno dove appoggiarti.
Ma non c'è cosa che mi ferisce di più dell'essere ignorata. Oh si, lo ammetto: forse sono un po' diva. Forse un po'egocentrica. Ma che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli. Come diceva Oscar e sottolineava Marilyn. Ma l'ignorare è la peggiore delle punizioni. Ignorare, per me, è segno della disitima. Dell'inutilità. Della completa accessorietà della persona. E gela, gela il sangue.
Le domande ci sono, nascono spontanee. E la cosa che fa male è il non avere risposte. Non riuscire a trovarle. Ed il non poter domandare.
Perchè mi chideo cosa scatti, cosa succeda perchè una persona cambi dal giorno alla notte. Perchè belle chiaccherate, fatte e condotte con intelligenza, con momenti di risate di pancia e fini affinità, che oserei chiamare elettive, di begli scambi, si sotituiscano ad una freddezza inaudita. Che capiamoci, bionda si, ma stupida no. I cambiamenti li avverto, li sento, li percepisco.
E alla mia età non si rincorre. No. Non più. Ma non riesco nemmeno a farmi scivolare tutto addosso. Alle volte basterebbe una ragione. O per lo meno, basterebbe tornare a quello che era. Perchè certe conversazioni, condotte con grazia, con intelligenza, purtroppo mi mancano. E nessuno aveva chiesto niente, aveva posto domande o richieste di sorta.
Chiamatemi edonista, ma io non riesco a rinunciare a qualcosa che mi da piacere. Il sacrificio non è per me, non rientra nella mia ottica. Ciò che mi da piacere è buono, non riesco a precludermi e ad allontanare una fonte di piacere. Che la vita è corta e piena di amarezze, se qualcosa mi da piacere me la tengo stretta. Sia anche "solo" piacere mentale. Che il piacere mentale è tanto quanto quello fisico, anzi, a volte riesce a rimpire di più, ad aprire nuove dimesioni, nove prospettive.
Mi ritrovo a valutare che quelli che dovrebbero essere incentivi, punti di forza, sono invece proprio quelle cose che allontano gli altri. Una volta una signora che era in una gita dove stavo lavorando mi disse "Sei una donna piena, sei bella, sei intelligente, sei versatile, sei estrosa, hai mille argomenti. Questo può spaventare gli uomini che ti trovi di fronte". Non dovrebbero essere cose che attirano invece?
Sembra di no. Si fugge. Ma da cosa, poi? E perchè, soprattutto? Perchè se tutti fuggono forse sono io che sbaglio qualcosa.
Ma a questo giro non riesco a trovare l'errore, la sbavatura, l'appiglio. E ancora mi chiedo perchè di un tale cambiamento, improvviso, inaspettato, immotivato. Che ci fosse una ragione, allora si potrebbee ponderare, capire, accettare. Ma così no.
Così rimane solo l'amarezza e la tristezza. Passano, si, certo che si. S'è vissuto ben di peggio, da queste parti. Ma non si smette mai di stupirsi e sentire freddo dentro.
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 05:15 | link | commenti (7)
categorie: lamento, io e gli omini
martedì, 06 novembre 2007

CIAO ENZO

Oggi abbiamo perso un grandissimo uomo.
Sapeva arrivare al centro delle questioni, metterele a nudo senza mai esagerare nei toni. Mi piaceva il suo essere chiaro e pacato. Se penso al giornalismo, io penso subito a lui.
Non so se in questa epoca di beceri rispunterà uno come lui.

Ciao Enzo.
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 16:33 | link | commenti
categorie: i miei eroi

ON AIR FOR YOU
Concerto Chris and more 023
Visto che ho degli INNUMEREVOLI (?) lettori et AFFEZIONATISSIMI (??) ascoltatori nelle mie improvvisate a Radio Gas, mi sembra giusto avvertire tutti i miei fan(z) (???) che ne ho fatta un'altra delle mie.
Ho intervistato Chris Leo prima del suo concerto al Viper di Firenze.
Ma chi è Chris Leo, direte voi? Egli è un 33enne newyorkese, scrittore, cantante, chitarrista. Un esponenete di spicco dell'indie pop/rock, fondatore dei Van Peble e dei Lapse, ora solista nella versione Vague Angels.
Un tipo molto interessante, perchè interessante è la sua musica e interessanti sono i suoi spostamenti. Una persona interessante e molto, molto alla mano. Una bella scoperta, e qui devo ringraziare il professorino di Livorno, che è decisamente merito suo se ho sentito la muscia di Chris. E mi ha dato una bella mano anche nell'intervista.
L'intervista, dove abbiamo spaziato dalla musica alla politica, dal passato al presente, dai libri ai fattacci nostri, è stata divertende, anche se io ero probabilmente più imbarazzata di Chris...C'è sempre una prima volta, no?
La suddetta intervista andrà in onda venerdi 9 su Radio Gas, dalle 16:30 alle 18:00 nel programma di Lisa e Zanna, Spaghetti 12 km
Via, datmi un po'di soddisfazione e sentitela.

(Nella foto si può notare me che sorrido isterica e Chris che tenta di fare una faccia normale. Tanto non gli riesce. Mi odierà perchè ho postato questa foto. Lui si piaceva di più in un'altra, ma siccome io sono venuta peggio, mi rifiuto. Le foto sono mie e le posto come mi pare!!)
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 16:08 | link | commenti (2)
categorie: radio, soddisfazioni personali, muuuusica
venerdì, 02 novembre 2007

IL LAVORO NOBILITA L'UOMO? SI, MA LO RENDE SIMILE ALLA BESTIA; ANCHE SE A VOLTE TI FA FARE DELLE BELLE SCOPERTE. (Ovvero: questo post andrebbe datato 26/10/2007, perchè è stato scritto quel giorno. ma non avevo i mezzi tecnici per postarlo.)

civiliIl grosso del lavoro c'è sempre in concomitanza di qualcosa di gustoso, da acquolina in bocca.
Festival della creatività  a Firenze, ennesimo concerto degli Afterhours che avrei visto volentieri. Anche solo per stare con le amiche.
E invece navi a non finire e quindi serate a Livorno.
Ma Livorno è Livorno, e mi piace da matti. Sarà il non conoscerla e la voglia di scoprirla.
Sarà che è la Livorno del porto, del mare che gli si stende davanti, di Piero Ciampi, di Modì e del ponce. Ho bevuto il miglior ponce che abbia mai assaggiato. Il ponce nero del Civili. Una specie di rito collettivo che demarca la labronicità delle genti. E' una cosa di una bontà infinita.
La Livorno della sera, dove passo in macchina davanti alla terrazza Mascagni, sempre vista in foto, dipinti, acquerelli, disegni e mai vissuta.
La Livorno del 5e5, dove si arriva troppo tardi e "Ragazzi la torta è finita, anche l'impasto". Ma io e il professorino ce la ridiamo uguale, che tanto ci è presa bene così e ci stiamo divertendo a sparare stupidaggini.
La Livorno degli scorci bellissimi vicino al porto, delle barche dei pescatori, dei palazzi anni 50 che in un altro luogo farebbero schifo ma li no, li, diamine, sono assolutamente perfetti.
La Livorno della viabilità incomprensibile, un dedalo di vie che non riesco ad assorbire. Mi perdo sempre quando guido a Livorno.
La Livorno della casa di Sandy Dee, rifugio in peccatorum e ancora di salvezza, dove assaporo la solitudine di cui spesso ho bisogno, dove sono solo io in casa e godo il silenzio intervallato dai suoni della città che respira con me, dove sento l'aria e l'odore del mare, dove riesco a concentrarmi, e penso, e posso pensare a me.
Livorno è il mio porto de abrigo. Se non avessi paura di rovinarmela vivendoci ogni giorno, credo che mi ci trasferirei anche subito.


[per la cronaca mi preme chiarire che:
- alla fine gli Afterhours non hanno suonato
- il festival in questione, a visone di una amica che ha gusti ben simili ai miei, è stato una delusione
- il 5e5 (torta di ceci nel panino) l'ho mangiato la sera dopo e mi si è aperto un universo parallelo
- il tramonto visto dalla terrazza Mascagni è uno spettacolo incerdibile
- in lontananza si vede anche Montenero
- sono passata sotto la sede del Vernacoliere (grazie al professorino che mi ci ha portato apposta!)
- all'acquario di Livorno dice c'è il grongo. "Cos'è il grongo?" "Hai presente la murena? E' una murena con la faccia meno simpatica"
- c'è un locale vicino al mercato del pesce (o giù di li) che è una meraviglia. Si impone andarci un giovedì sera. Prima che si crepi dal freddo, magari.

Insomma, a questo giro le navi hanno portato solo bene!]
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 13:02 | link | commenti (11)
categorie: si viaggiare, son belle cose