Anno bisesto, anno funesto.
Lo sento dire sempre, e mai tante volte come negli ultimi giorni del 2008. Una serie inquietante di persone che salutavano con tutto l’odio possibile questo anno, adducendo il fatto che avendo quel giorno in più di febbraio, non poteva proprio essere altrimenti.
Sarà che io di anno bisesto ci sono nata, e sono nata proprio di febbraio, ma a me i bisestili non sono mai parsi anni peggiori di altri. Anzi. Forse forse per me sono stati migliori di altri.
Il 2000 lo ricordo con piacere per via di Dublino e dell’università. Il 2004 è stato l’anno della laurea e del conseguente smarrimento (tipo “bene. E ora che diavolo faccio?”), ma lo smarrimento è normale ed io lo considero un anno positivo.
Se devo pensare ad un annus horribilis penso al 2005. Ecco, si, quello lo posso proprio definire un bell’anno di merda, e non starò qui a specificare i motivi (vari e pesanti). Le cose hanno avuto bisogno di tempo per assestarsi ed anche il 2006 non lo ricordo con troppo piacere. Un po’ meglio il 2007, quasi si ricominciasse a risalire la china. Che va bene che quando uno tocca il fondo può sempre trovare una pala e mettersi a scavare, ma insomma…
Il 2008 alla fine è stato l’anno della rinascita. Non pretendo la perfezione, sicuramente ci sono stati momenti pesanti, ma rispetto agli ultimi anni mi par cent’ori. Mi ha portato persone ottime e finalmente ho avuto anche il coraggio di fare un po’ di pulizia. Ce ne fosse.
Il 2008 l’ho salutato lavorando, al freddo del profondo nord, attorniata al solito di turisti, alcuni simpatici, altri meno. Ho litigato con chi lavorava alla reception ed ho tollerato l’autista che faceva delle pesanti avances. L’autista, non l’Autista. C’è una gran bella differenza. Ho finito l’anno ringraziando iddio o chi per lui che nella sala facesse freddo e lui si fosse spostato ad un altro tavolo, che non ne potevo più di sentirmi raccontare le sue imprese sessuali e sentirmi dire che io avrei avuto bisogno di una “lezione”. Pure tu caro mio, ma di buone maniere.
Un cliente alla cena mi saluta dicendomi “lei è proprio una bella donna!”. A me si inchioppa una vena a sentire “donna”. Ero convinta di essere ancora una “ragazza”. Sorrido, ma in realtà la prendo malissimo, e mi metto a pensare che farò la fine di quelle che critico tanto, probabilmente diventerò schiava del botox per nascondere le rughe. Pensavo di prenderlo meglio, l’invecchiamento. Forse è tutta questione di abitudine. Oppure è una meritata punizione che sottostà alla legge del contrappasso.
Mi dicono che il 2009 è l’anno dell’Acquario. Io già mi sono sentita meglio da quando Saturno non ce l’ho più contro; mi dicono che dopo un secolo e mezzo l’acquario non ha più pianeti in opposizione. La mia nota venalità mi spinge subito ad informarmi circa l’ambito professionale ed economico, rivelando così il mio totale disinteresse verso l’ambito affettivo. In quello sono bravissima a fare casini da sola, senza bisogno di previsioni di sorta. Non faccio buoni propositi perché tanto so che sono un’incontinente che non mantiene nulla di quel che si propone e promette, cerco di dire basta ai signor no e ai signor tentenna, forse perché signor tentenna sono diventata io e ne basta uno.
Comincio con una tornata di concertini interessanti, Bobo Rondelli su tutti, purtroppo visto in uno spazio inadatto e popolato da persone irritanti. In realtà era proprio irritante lo spazio in se. Travaso di bile invece nel vedere il Lindo Ferretti in chiesa a fare un recital di una lentezza estenuante. Lo guardo cinque minuti e fuggo via, confessando, quasi in lacrime, all’amica che “io non ce la faccio a vederlo ridotto così!” . Buono Fiumani, ma mi rendo conto di non aver più (o non ho mai avuto) l’età per il delirio di folla e la mischia di spintoni. E’ perché di fondo, sono una snob. Però vengo costantemente sopraffatta dalla bellezza, soprattutto quella terribile e inquieta. L’ultimo che mi ha completamente sopraffatto è stato Donatello, che mi ha steso con
Con quasi venti giorni di ritardo, buon anno, ragazzi.
TANTI AUGURI A ME!!
Oggi compio 27 anni. E' l'età in cui Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison e pure Kurt Cobain sono stiantati. Vedi che non avere velleità artistiche alla fin fine porta bene???
Pomeriggio di domenica. Un giorno che solitamente mi da sui nervi, un po'come tutte le feste comandate. Sto quasi bene quando devo lavorare.
Ma.
Ma ogni tanto qualche domenica che si salva c'è. Come questa. Anche se si è salvata a mezzo, mica per me, per Gaja. Che aveva una febbriciattola strisciante noiosa. Da qui salta il proposito di andare fuori in giro (anche perchè fa un freddo boja) e il mio personale proposito di farle delle foto con la macchina antica. Recupereremo con domeniche dedicate al fotoamatore (magari quando non si rassega, eh!).
In questo lieto pomeriggio, rallegrato da varye ed eventuali, da chiacchere che non riporto per diritto alla privacy ma ammetto che sono facilmente intuibili, noto una frase, ritagliata da non so quale testo, appesa nell'amena cameretta della buona GajaZZi Cito testualmente.
"Il problema è che sono bella e non carina. Intelligente ma non furba. Aggressiva invece che acida. Sincera invece che finta. Dolce invece che sdolcinata. Riassumo: bella intelligente, aggressiva, sincera e dolce. Risultato finale: single senza speranza."
...Non so perchè ma mi suona familiare...
Ebbene, già che per queste gratiosyssime feste ero a lavorà come un ciuco, non ho potuto parlare di argomenti iNportantissimi quali:
* Lo scapettamento di Saddamme
* L'Alitalia che vola in borsa (ma volassero gli aerei,invece...)
* Il supposto matrimonio di Chèit Moss
* lo schiacciamento del canino del Maltagliati
Non mi dilungherò ora con approfondite e indispensabili speculazioni filosofiche per rendere una giusta esegesi a cotali argomenti, bensì mi viene voglia, in questi giorni di festa e divertissement, di frizzi, lazzi e facezie (no, fate voi...Natale a New York è campione di incassi...), di parlare di tutt'altro argomento. Come il culo dei bronzi di Riace, per esempio.

No, ecco. Io ormai sono una donna rovinata. Ho visto i Bronzi l'altro giorno a Reggio Calabria e mi ci veniva da piangere. perchè una si chiede perchè una cosa del genere non le debba mai toccare. Anche una volta sola nella vita, eh. Mica sempre. Mica abbiamo di queste pretese. però, almeno una volta. Poi ci si chiede perchè l'ultimo dell'anno abbia scolato una bottiglia di chardonnay siculo...
Al di là dei ben amati bronzi, posso garantire che Reggio Calabria è una bellissima città e sopratutto le cose li non costano una pippa. Solo che se penso alla Salerno - Reggio Calabria mi tengo i miei prezzi alti e sto zittina.
Ho però passato un capodanno fantasmagorico, al cenone in un hotel di Lupesio, frazione di Bryatico, dove l'età media era di 35 anni. nel senso che c'era uno stuolo di bambini urlanti che abbassavano nettamente la media dell'età generale. Tra questi vorrei ricordare CARMELO un biNbo di 5 anni che non ci ha dato pace per due giorni. Il mio autista ha controllato il bagaliaio del bus 5 volte, col terrore di portarsi via il bimbo malefico. Mi il capodanno, oltre che dagli infanti urlanti, è stato allietato da due cretini che cantavano steccando il 90% delle canzoni, ad un volume pari a quello del decollo del concorde. La canzone più nuova che è stata cantata è stata una delle Vibrazioni, mentre le altre si cantavano ancora quando in latino e quando in volgare della scuola siciliana. Arrivata mezzanotte sono scattati i fuochi artificiale (non c'è scappata la torcia umana giusto per caso) e poi...Vai con la disco!!!!!L'immancabile maracaido e poi "uààààài em si èi!!".
A venire via dalla ridente Calabria siamo stati anche fermati e rapiti dalla polizia che ci ha chiesto se eravamo italiani. Ecco, noi si...Loro non saprei. Per concludere in bellezza, tempo di percorrenza Chiusi - Firenze Sud: 3 ore.
Ah, che bello l'ultymo dell'anno!!!!!