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MisuraImmodestia

Avete supportato i miei delirii ben *loading* volte
lunedì, 22 giugno 2009

CAMBIAMENTI (IN)ASPETTATI

Mi fa strano pensare che domani mi sveglierò e vivrò in una città che ha un'amministrazione locale di destra. E con questa posso dichiarare di aver perso su tutta la linea.

E' che in Italia piace tanto il "cambiamento". Chi se ne frega se è in meglio o in peggio. Basta cambiare. Yuppi!
Da una parte mi duole dirlo ma ce lo siamo meritato. Anzi, forse è meglio dire che se lo sono meritato. Mi sono turata il naso per l'ennesima volta e non è servito.
L' idea di avere a capo della mia città un amministratore delegato che ha fatto la paternale che il distretto pratese deve ripartire e poi è uno di quelli che ha delocalizzato in Cina perchè gli conveniva non mi rasserena.

Il primo che si lamenta, soprattutto se non è andato a votare o ha votato l'industrialotto di cui sopra, lo faccio agguantare da una ronda.
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 22:37 | link | commenti (3)
categorie: rabbia, lamento, are you scherzing
venerdì, 12 dicembre 2008

Si, va bene: sono una snob. E allora?
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 14:02 | link | commenti (6)
categorie: belle parole, polemichina, quesitii, are you scherzing, io e l arte
martedì, 09 settembre 2008

WHY?

Ieri sera me ne esco fuori con due amici. E incontro casualmente Magnolia.
Magnolia era il mio grande amore di quando avevo 14 anni. Lui ne aveva 17. Era bellissimo, alto e smilzo e con lunghi capelli biondi. Occhi azzurri e un visino d’angelo. Era un tipo un po’ particolare, quanto meno sui generis, ed ovviamente io mi innamorai perdutamente di lui a prima vista. Primo giorno di liceo, lo ricordo ancora. Io che arrivo a scuola e cerco di capire dove diavolo mi devo dirigere (il mio liceo era una fabbrica. No, davvero, era una fabbrica veramente, in seguito adibita a scuola), quelli di quinta che ci assaltano per farci le famose matricole. Arriva il fratello di una mia amica che pur essendo di quarta, si bulla della sua anzianità scolastica e del fatto che io sono l’amica della sorellina, quindi si può matricolare, anzi si deve, è una specie di privilegio e dietro di lui Magnolia.
Visone celestiale.

Le gambe che tremano, la testa in bambola, l’occhio perso e la bocca semi aperta. Insomma, al mio solito avevo sfoggiato una delle mie più intelligenti espressioni.
Per due anni penso di aver trovato le scuse più infime per andare dal fratello della mia amica, con la speranza di vedere Magnolia in classe, per due anni ho passato l’intervallo transumando davanti alla loro aula (ma sempre con molta discrezione), e per due anni tutte le volte che me lo trovavo davanti mi sarei voluta sotterrare. A quattordici anni non ero il massimo dell’avvenenza e nemmeno dell’intraprendenza, diciamocelo. Non che ora in quanto a intraprendenza si sciali, ma insomma. Almeno un po’ di goffaggine è andata.
Ricordo che al diciottesimo del famoso fratello dell’amica, il giovane genio volle pure presentarmelo, di forza. Uno dei momenti più imbarazzanti della mia vita. Magnolia lo ricordo benissimo, aveva un maglioncino con scollo a V color salmone. Io di me ricordo solo che avevo in mano il cd dei Pink Floyd che dovevo dare all’amico di cui sopra. Magnolia si complimenta per il mio gusto musicale, io devo aver risposto qualcosa (di molto breve e poco intelligente) e con una scusa qualsiasi sono letteralmente fuggita dileguandomi tra le persone.
Magnolia durante i due anni di liceo che ci hanno visto uniti nella stessa scuola, ovviamente, non mi ha mai considerato manco di striscio. Ed io lo guardavo da lontano e sospiravo.
Magnolia l’ho sempre rivisto in giro, quando più quando meno, visto che è il front man di un gruppo che suona piuttosto spesso. Il suo gruppo è interessante, lui scrive le canzoni e ne cura i testi onirici e surreali, imbevuti di citazioni colte. Ha la voce un po’ alta (ma io lo dico perché sono una patita di voci basse) ma bella, un bel timbro, una bella intensità e sul palco è proprio bravo.
Magnolia l’ho sempre trovato un bel tipo, è ancora alto e magro, non ha più i capelli lunghi, li ha tagliati, ma gli sono rimasti gli occhioni azzurri ed il viso d’angelo, e dimostra meno dei suoi ormai quasi trentuno anni. Che a pensarci bene sono tutte cose che su di me non dovrebbero avere alcuna presa, visto che io sono amante dell’uomo mediterraneo, dei lineamenti forti e tutt’altro che angelici e soprattutto ho una discreta passione per i vecchi. Ma sarà che era il mio amore dei quattordici anni e che forse meditativo vendetta tremenda vendetta, io gli ho sempre portato un certo affetto e su di me ha sempre esercitato un certo fascino.
Magnolia è stato una delle mie meteore invernali. Ci siamo conosciuti ad una festa (no, sarebbe meglio dire che lui ha conosciuto me, perché io, chi fosse lui, lo sapevo benissimo!) e siamo usciti insieme qualche tempo. L’emozione di vedere il tuo amore dei quattordici anni che ora è li che ti chiama e che è lui che vuole vederti, che è lui che ti guarda imbambolato, pensare a come è strana la vita ed il gioco degli incontri che si ripropone quasi quattordici anni dopo. Le cene a casa sua (adoro un uomo che cucina per me), le discussioni di ore sulla seconda guerra mondiale e la resistenza, sui film di Pasolini, le citazioni di Landolfi. Poi io ho attuato una delle mie celeberrime fughe.
E ieri sera l’ho incontrato casualmente. Sempre molto carino, di modi e di persona. Mi è venuto a salutare con una sorriso splendido, mi ha abbracciato e mi guardava con gli occhi che brillavano. Ecco. Ma perché? No, perché tu, mio caro Magnolia, che sei intelligente, che sei così amorevole e dedito, che tutte le volte che mi vedi pare che tu abbia una visione mistica, che mi guardi e mi fai sentire l’unica donna per te esistente in tutto l’universo, insomma, perché tu che sei così creativo, ed anche interessante, tu che tieni le piccole cose che ti ho dato come fossero gioielli preziosi, tu che sei riuscito a capire una parte del mio mondo, insomma, tu che sei pieno di fantastici pregi, tu che hai solo un difetto…ma perchè quel difetto deve consistere nell’essere completamente FOLLE E FUORI DI TESTA????

(No, poi dice “perché hai cassato pure questo?”…)

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 16:59 | link | commenti (8)
categorie: son belle cose, are you scherzing, ripigliati, io e gli omini, gioventute
lunedì, 23 giugno 2008

NOTIZIE PASSATE


Fermati dei ragazzini di Torino che picchiavano e rapinavano prostitute per noia. Ai Carabinieri hanno detto, con aria stupita:  “Che male c’è? Infondo erano prostitute”.
Caro giovinotto, potessi ti triturerei di cazzotti. E magari, mentre ti sorbo bene bene, per finire la cosa, ti inviterei a sganassoni a carcare il posto che ti spetta in un carico di letame. Che male c’è? Infondo sei un cretino.

 

 

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 21:09 | link | commenti (11)
categorie: questo lo dico io, polemichina, are you scherzing
mercoledì, 13 febbraio 2008

RASSEGNA(TA) STAMPA

Addio Italia!
Costantino, il tronista di Uomini e Donne ha deciso di lasciare l'Italia e andare in Spagna

Mah, per me può anche andare allegramente a fare in cVlo. Non credo spargerò lagrime per il suo abbandono al Belpaese.


I vescovi scomunicano Moretti
Disgustati dalla scena di sesso del film "Caos Calmo".

La mia domanda è: ma Moretti è un credente? No, perchè sai, scomunicassero me che sono atea e m'è toccato prendere tutti i sacramanti per amor di nonna, mi farebbero anche un piacere.


Carla bruni si dichiara italiana e fedele
La top model dice di essere contraria al divorzio.

Dopo averci abbrutito le balle con la sua storia col nano francese Sarcocoso, il noto bVdel...Volevo dire, top model Carla Bruni viene anche a insegnarci un po' di morale. No, infatti sono io che ho la residenza in Francia e ho un figliolo con uno e son sposata con un altri. Mi pai Casini che fa il cristianino ed è divorziato. ma ci facci il piacere!


Hilton, problemi alla guida
Il fratello di Paris Hilton è stato trovato ubriaco mentre guidava.

Ma importasega lo posso dire?



[si, lo so. Sto trascurando il blog. ma non ho molto da dire. E non ho molto tempo. o più semplicemente non riesco a dare forma a dei pensieri.]
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 14:34 | link | commenti (17)
categorie: questo lo dico io, polemichina, are you scherzing
lunedì, 03 dicembre 2007

ESSERE SPORTIVI


calcetto_oratoriumI rapporti interpersonali sono sempre più difficili. Non c’è più quella che io chiamo la sana mezza misura. O vai in posti dove la gente cordialmente si ignora, o vai in posti dove c’è il tartassio continuo.
Ciò che ultimamente mi stupisce sempre più è il modo in cui ci si approccia alle persone, si prova a conoscerle e la maturità estrema nell’accettare un possibile “no”. Anche perché, figlio caro, non puoi pretendere che tutte ti vadano sempre bene: insomma, hai il 50% di possibilità che l’imbrocco vada a buon fine come il 50% che la cosa non vada bene. E’ statistica. E’ matematica. E’caso. E’ culo, forse.
Una serie di casi mi ha portato ad analizzare la situazione e sono arrivata alla conclusione che la gente poco sportiva o la becco tutta io o ne è pieno il mondo e sono molto più frequenti di quello che pensassi. Si, perché alla fine si tratta anche di essere un po’ sportivi: vedi, piace, provi, va male, chissenefrega. Cioè, se vuoi imprechi per 3 ore di fila contro chi ha osato non soccombere al tuo fascino, ma lo fai NELLA TUA MACCHINA, coi i TUOI AMICI, non davanti la fanciullina in questione. Insomma, sii splendido, sii. Fai il signore. Mostra il tuo migliore sorriso, mentre batti in ritirata. Sappi che verrai apprezzato per questo.
Inoltre, il non sportivo, consta di due categorie: chi la butta sul tragico e chi la butta sull’aggressività più barbara.
Quando ci si scontra svariate volte con i non sportivi garantisco che una inizia ad avere delle crisi di identità ed a mettere in dubbio alcune cose basilari della propria vita, chiedendosi se ciò che lei reputa semplice educazione sia interpretabile come un chiaro segno di approvazione (direi di no), se il fatto di parlare amenamente con una persona senza mandarla a quel paese o distruggerla con un’occhiata solo perché ti parla e a te non piace sia interpretabile come un chiaro ed assoluto segno di disponibilità al fidanzamento e/o al sesso selvaggio (ma anche qui direi di no).
Dunque, si usa dire che il medico pietoso fece la piaga puzzolente. Ma mi chiedo, bisogna arrivare all’aggressività, alla cattiveria o alla brutalità, sennò non si capisce? E poi lamentiamoci che le ragazze oggi non parlano e se la tirano! Ora, diverse lo fanno anche, ma a questo punto inizio a farlo anche io, se tutte le volte che interagisco in modo credo piuttosto neutro devo essere presa a male parole o messa in croce perché non mi innamoro perdutamente (seduta stante, per altro) del mio interlocutore.
Io non ho problemi a parlare con le persone. Mi piace fare conversazione, mi piace conoscere gente, mi piace lo scambio di idee, mi piace la conversazione simpatica e divertente. Poi, quando magari mi accorgo che dall’altra parte l’interesse trascende il semplice parlare o la conoscenza amichevole, cerco di far capire, cortesemente, che a me andare oltre non mi interessa. Che non c’è trippa pe’gatti, insomma. Essendo io una persona che ha sofferto per amore o infatuzione, e essendo una che i suoi rifiuti se li è presi (e diversi, pure), so che piacevole non è, so che non fanno piacere, almeno li per li, e allora cerco di indorare la pillola, o meglio, di non essere stronza. Poi se non capisci, figlio caro, problema tuo.
Inoltre io mi chiedo: ma è possibile prenderla così sul personale, soprattutto tenendo conto che la persona in questione è la prima volta in vita tua che la vedi? Se ti sei fissato, non è colpa mia. E’un tuo problema, e non voglio farmene carico. Ho già i miei, di problemi.
Ho una discreta (purtroppo) esperienza con questi personaggi non sportivi. Nel versante “drammatico” ne ho conosciuti vari. E forse sono i peggiori, perché strascicano. Perché sono duri a morire. Perché fanno leva sull’atavico senso di colpa: “oddio, me tapino, come faccio, sei cattiva che non vuoi uscire con me, ah, sei cattiva che mi fai perdere tempo, io te l’ho già chiesto tante volte e te niente…cattiva, cattiva!!”
Ora, io lo dico per il bene di tutti e perché sia chiaro una volta per tutte: l’insistenza è il verso migliore per far scappare una persona, specialmente una donna. Se la donna temporeggia, mollate la presa. Se vuole sarà poi lei a farsi sentire. Inoltre esistono anche degli impegni, nella vita. Ci sono dei momenti in cui una persona ha da fare. E bisogna anche capirli, questi momenti. Non inveirci contro, non far sentire in colpa la giovincella. E veramente: non insistiamo.
Ho incontrato un tipo una volta che mi ha ammorbato la vita per qualche mese. E m’aveva visto una sola volta in vita sua. Io mi domando e dico: possibile che non puoi vivere senza di me? Non è credibile. Non mi tempestare di telefonate. Ma io mi chiedo, ma anche il tuo orgoglio, dove finisce?
Capiamoci, è capitato anche a me. Mi è capitato di infatuarmi di una persona e quella persona non considerarmi minimamente. Capita. Sculo. Mi è capitato di interagirci, essere cercata dalla persona in questione, vedere che fa di tutto per uscire con te e poi vederla sparire senza motivo. Si, non ci si rimane bene, ma sono ampiamente sopravvissuta. Insomma, non muoio se non rivedo un tipo che ho conosciuto ad una festa. O se ci esco una volta, gli mando un sms e non mi risponde. Si campa uguale. Certo, se sparisce dall’oggi al domani qualcuno che frequento da tempo, il discorso è differente. Ma una persona che ho visto una sola volta in vita mia…Posso sopravvivere.
Di norma non insisto: se ti chiamo e non mi rispondi, non insisto. Perché prima o poi vedrai la telefonata, e se non mi vuoi sentire, perché insistere? Considerando che ti ho visto 1 volta e con te ho scambiato 2 battute ad una festa, senza aver mai avuto con te nessun contatto precedente, beh, sopravvivo, si. Ma poniamo il fatto che la cosa mi infastidisca. Ma col piffero che lo vado a dire al signorino!! Ma me la tengo per me, non gli do certo queste soddisfazioni. E se per caso ti incontro di nuovo, sfodero il mio migliore sorriso e la migliore delle simpatie, primo perché ti deve rodere da morire quello che ti sei perso, secondo perché non mi hai mica fatto chissà quale male, non è che mi hai mollato in malo modo davanti all’altare. Insomma, cerchiamo di dare alle cose, anche alle comprensibilissime delusioni, il valore che hanno.
E vogliamo parlare di quelli che invece aggrediscono? Per lo meno sono veloci e quasi indolori. Ieri sera un tizio ha tirato un calcio alla mia amica con l’intento di attirare la sua attenzione. Lei giustamente si è girata pure un po’ incazzata. Non so, la prossima volta iniziamo a sputare in faccia alla gente che reputiamo interessante per attirarne l’attenzione. Il giovanotto ha avuto la bell’idea di intavolare con lei una discussione e farle una parte perché è troppo aggressiva, andandosene inviperito perché lei non ha voluto lasciargli il numero di telefono. No, sei, un genio. Lascia che te lo dica.
Sempre ieri uno si fa avanti, parliamo, fai i complimenti, ringrazio e morta li. Non mi pare proprio di aver dato adito al pensiero “Ah, lei già mi adora”. Quando attacca col rivedersi glisso che in quel posto ci sono tutte le domeniche. Un modo gentile per evitare di darti il numero. Quando declino un invito dicendo che la mia amica mi aspetta vengo apostrofata con un incazzatissimo “si si, vai vai, divertiti con la tua amica!”. Oh!!!Ma stiamo scherzando?
Per non parlare di un tipo che ha apostrofato me ed una mia amica “facce di merda” solo perché abbiamo parlato tranquillamente con lui ed il suo amico senza poi dare seguito alla cosa scambiando il numero di telefono. Ma parlare non vuol dire per forza rivedersi e scambiarsi il numero di telefono. Parlare non vuol dire per forza che mi piaci. Parlare non vuol dire facciamo sesso. Parlare è parlare. Ed il fatto che tu perda del tempo dietro di me non è un qualcosa che ti assicura che io esca con te almeno per educazione.
Ma prenderla sportivamente è così difficile? Ma noi signorine, allora, che diavolo di atteggiamento dobbiamo avere verso i maschietti? Ma li incontro tutti io (e le mie amiche) questi personaggi?
A questo punto ripenso ad un tipo che ho conosciuto sabato sera, parlando casualmente di rock ‘n’ roll. Ci presentiamo, la butta li sullo “Spero di rivederti”, io sorrido cortesemente con un  “si, magari ci ribecchiamo qui” e lui altrettanto cortesemente sorride e risponde, senza odio negli occhi, senza insistenze, senza faccia a cane bastonato: “guarda, è stato veramente un piacere parlare con te! Alla prossima!”.
Ecco. Un ragazzo educato. Un signore, mi tocca dire. Cento punti a te, caro ragazzo. Mi chiedo se sia così difficile comportarsi in questo modo, che secondo me è il modo normale di approcciare ad una persona, di sondare il terreno senza pretese. Poi magari mi ha maledetto fino alla settima generazione. Ma per lo meno ha avuto l’intelligenza di non farlo davanti a me, evitando così di sembrare un pazzo furioso.

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 19:09 | link | commenti (15)
categorie: questo lo dico io, true life, polemichina, are you scherzing, io e gli omini
lunedì, 19 marzo 2007

SANTO EXPEDITO, PENSACI TUUUUU....(Sulle note di: "Gigante, pensaci tuuuu)

santo_expedito051

 

Adesso che sono passate un discreto numero di ore, penso di poter guardare con un certo distacco al mio passato sabato sera. Un ragguardevole sabato sera, devo dire.

Devo fare una premessa: io non riesco a sopportare le discoteche. C'ho provato. Lo giuro. Ci ho provato. E anche in differenti momenti della mia vita. Ma non ce la faccio proprio. A me 'sti club tutti fighi o pseudo tali, dove mettono house o improponibile musica commerciale, non mi vogliono piacere. Non mi piace la musica, non mi piacciono gli ambienti e di norma non mi piacciono gli esseri umani che li si incontrano. Tanto per rendere l'idea, io il mio bonus annuo sull' andare a ballare (inteso come andare in discoteca, che in altri locali ci vado più che volentieri a ballare) l'ho già sfruttato. Mercoledi scorso sono andata in un noto club di Firenze giusto perchè:

1) ero già devastata dall'alcool e non mi rendevo nemmeno molto bene conto della musica ORENDA

2)ero con una mia amica e mi faceva piacere stare con lei

Però ecco. Io fino al marzo 2008 non voglio sentir ragionare di Yab, Costes, Tenax, Meccanò, Central Park e simili amenità.

Sabato sera. Basso profilo. Non so bene cosa fare. Sento una mia amica: "Avevamo pensato di andare verso il mare." Beh, mica male, mi dico. Infondo cambiare un po'aria mi fa bene, vedere facce nuove...Immaginavo un "si va in qualche locale, bevutazza in allegria". E invece..."L'altra ragazza è lanciata per andare al Twiga."

ORRORE

Dicesi Twiga una nota discoteca di vips o simili verso Lido di Camaiore. Sti posti di tendenza, di gente faiga (e io invece sono daiva, vedi un po' che differenza). Non posso che piegarmi. Ormai, giusto per stare tutte insieme. Mi metto li a cercare di autoconvincermi che potrebbe essere meno peggio del previsto, che magari sai mai, potrebbe anche essere un posto divertente non che fucina di persone interessanti(si, vabbè). Arriviamo in questo fantomatico loco. Ovviamente c'è fila per entrare. Ci fermiamo li. Mi guardo in giro: attorniata da bellimbusti che usano decisamente più creme e trucchi di me. Petto glabro. Sopracciglio rifatto. Scarpa di pitone armeno. Tutti pettinati - vestiti - atteggiati alla stessa maniera. Inorridisco. Guardo la popolazione femminile: zie che bofonchiano e arrivano su maserati. Impellicciate e stuccate alla perfezione. Ragazze (non zie, almeno loro) su tacchi vertiginosi, vestite più  meno tutte uguali per seguire l'ultima moda (che non ho capito bene quale sia...forse jeans griffato dentro gli stivali o pantacollant con specie di tunica griffata sopra...non saprei, aggiornatemi, vi prego), borsina rigorosamente LV, o Guess, o Cavalli.

Mi guardo: vestitino corto a fiori e cinturone, tipico stile anni '70. Pettinatura alla Nico. Stivale con tacco largo e non troppo alto. Very '70es. Borsa nello stile gotico fiorito (perchè è di pelle nera, con fiori e borchie). Ma che cazzo ci sto facendo qui?????

La fila non scorre. Il buttafuori fa passare solo chi gli pare a lui. pare che devi avere i santi in paradiso per entrare. La zie bofonchiano sempre di più. Le ragazzine, stremate dai tacchi, guardano con occhi lucidi il pelatone che dovrebbe intercedere per loro, aprire le acque e farle passare. Io rido tra me e me. Ormai mi sono quasi rassegnata e lo prendo per uno spettacolo comico. La mia amica torna da una sonora litigata al telefono. Inizia a scocciarsi di stare li a aspettare chissà che cosa. L'altra non fa che ripetere ad atri amici che "il twiga è un gran bel posto, è proprio bello". Carmelo, il mio neurone solerte, si sta bevendo una gran serie di gin tonic mentre scuote il capino. Gennaro, il mio neurone easy, è già collassato.

E poi avviene il miracolo. "Si vabbè. Sono quasi le 2. Qui non scorre niente. Che si fa, anche se s'entra tra mezz'ora si viene via. E poi è insopportabile questo dover mendicare l'entrata. ma che credono??Se s'andasse a fare una bevuta?". Oh Yes!!! Guardo la mia amica come la salvatrice della patria. Nonostante non sia religiosa, ringrazio il buon Santo Expedito (patrono delle cause urgenti, venerato in Brasile e Portogallo. Me l'ha dato la Sama e non la ringrazierò mai abbastanza!) per avermi risparmiato dall'entrata in disco.

L'altra tipa che è con noi attacca a decantar le bellezze ed i divertimenti dei club di Milano Marittima. Io bevo un bel bicchiere di vino e mi sento felice. posso ancora dire di non aver mai messo piede al Twiga o al Seven. Sembrano cose da poco...

...però a questo punto mi chiedo: Santo Expedito, perchè io non posso essere una persona normale? Ma si, dai. Una che sta nella media. Perchè non riesco a essere una di quelle che va in disco e si diverte, va nei posti fighi e si sente bene? Perché non posso accontentarmi anche io di andare in giro per fare shopping, comprare cose griffate, atteggiarmi e il sabato sera andare sempre nei club? E’ che mi si risolverebbero un po’ di problemi di gestione della vita, caro Santo Expedito. Innanzi tutto, non avrei problemi a trovare qualcuno che viene in giro con me. Insomma, la stragrande maggioranza delle persone si diverte nei club e va volentieri li. E non mi preoccuperei tanto del livello intrinseco della conversazione che sto avendo col bipede di turno. Sarei guardata un modo un po’ meno strano.

Ora Santo Expedito, io lo so che se non riesco più a mettermi i tacchi alti alti e a spillo non è propriamente colpa tua. Lo so che è dovuto al mio lavoro, però potresti pur aiutarmi a far cascare il mio sguardo su scarpe scomode e sexy, invece che sulle cose retrò e un po’particolari che piacciono a me. Santo Expedito, se tu mi facessi cambiare un po’ i gusti in quanto a musica – cinema – teatro, magari ne caverei le gambe, no? Magari non mi sentirei sempre un pesce fuor d’acqua. Magari a 27 anni frequenterei gente normale e non devastati – invasati – matti. Vedi un po’ tu, eh! Ma se proprio vogliamo fare il miracolo, caro santo Expedito, perché non puntare ad una sana via di mezzo? Voglio dire…Ammettiamo anche che a me continui a piacere il rock. Che io sia un misto a seconda di come mi gira tra il rock, il dark e il samba. Beh, basterebbe riportare i posti dove ogni tanto mi aggiro ad un livello di normalità come quello che mi sembrava essere qualche anno fa. O forse mi  sbagliavo. Insomma, basta non esagerare con i mega rileccati da una parte e i pulciosi dall’ altra, non mi sembra difficile, no? Beh Santo Expedito, vedi un po’ tu che puoi fare. Vedi Santo Expedito, se io fossi una persona a cui non pende mai un capello, che sta sempre all’ultimo grido, magari smetterei di frequentare i posti che frequento e di riflesso di mettermi a pane con quelli con cui mi ci metto. Un mio caro amico mi ha detto che se continuo così troverò solo gente problematica. Tipo l’attore. Fermo restando che non me lo sono cercato, m’ è capitato e ha cominciato lui. Però non ha tutti i torti. Bisogna pur ammetterlo.

E’ che sto diventando sempre meno tollerante. E settaria, probabilmente. E poi mi lamento. Santo Expedito mio, per quanto non ti sarò mai abbastanza riconoscente per avermi preservato dal Twiga sabato sera, ti prego: vedi di metterci una pezza tu, con me. Perché ultimamente mi pare di essere Battiato in up patriot sto arms. Ma anche in centro di gravità permanente per l’intolleranza. Perché parafrasandolo “non sopporto i cori russi, la musica finto rock, la new wave italiana, il free jazz punk inglese, neanche la nera africana”. Non sopporto più nulla di ciò che mi sta attorno.

Fai un po’tu. Che a me questa mi pare piuttosto urgente, come causa.

 

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 15:40 | link | commenti (19)
categorie: true life, belle parole, are you scherzing, io e gli omini
lunedì, 19 febbraio 2007

Possono due codine trasformare automaticamente una donna in un cartone animato? A quanto pare si.(di come certa gente deve imparare che certi approcci non risulteranno mai)

me3Ecco a voi la mia versione South Park. Versione piuttosto fedele all'originale. Grazie, me la sono fatta da sola, me la sarò fatta somigliante?? Siamo d'accordo, manca il verde degli occhi ma questa espressione era contemplata solo con gli occhi non colorati. Ora, tutto questo per dire cosa? che la qui presente signorina si fa spessissimo due codine invece che la coda di cavallo. Anche nella foto del TrioDinamico ho le due codine.

Quindi. Sabato sera, non potendo andare a vedere i Cavalieri del Re (que odio, que raiva) e visto che la domenica mattina mi sarei dovuta alzare alle 5 del mattino per andare a Torino, decido di andare con la mia semifebbricitante amica Benedetta a prendere qualcosa da bere in un posto qualsiasi di Prato. Più che altro per mettere il naso fuori di casa, almeno per un'oretta.

Ce ne andiamo in un bar, anticamente frequentato da gente fighetta, ma essendo presto (indi la massa di gente fighetta era ancora a cena) e essendo piuttosto vicino, decidiamo di entrare. Prendiamo il nostro birrino. Stavamo amabilmente conversando (dell'attore e delle sue speculazioni filosofiche, per altro) quando vedo un giovine che mi guarda insistentemente. Ok, non mi sono truccata, ma non mi pare ci sia da guardarmi in quel modo. Dopo un po' il giovine si avvicina e mi fa:"ciao! ma te ti sei mascherata da carnevale?" . Rimango agghiacciata. Lo guardo malissimo. "no, in realtà no. io mi vesto così normalmente. e a quanto vedo mi devo vestire in modo ridicolo o per lo meno strano" "No, è che vedevo i codini ed ho pensato ti fossi vestita da Sailor Moon"

Ora. da Sailor moon mi ci sono già vestita per carnevale. Circa 11 anni fa. E Sailor Moon aveva i codini, ne convengo. Ma aveva anche il bavero, il fiocco e la minigonna inguinale a pieghe. E gli stivaloni porcelloni rossi. Io avevo un paio di jeans scampanati, una maglia lunga e una cintura. Dove la vedi Sailor Moon???E vabbè. Devo dire che la tecnica di approccio è almeno creativa e si distanzia dalle altre, ma giovine caro, se devi dire ad una fanciulla qualcosa sui costumi di carnevale, assicurati per lo meno che ella sia vestita da carnevale. Sappi che se vuoi rimorchiare, questo non è il modo più fruttuoso. E non ti sperecare a chiamarmi perchè non ti risponderò mai!!

A tal proposito mi chiedo...Quando è che imparerò a dare numeri di telefono falsi?

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 19:03 | link | commenti (7)
categorie: are you scherzing, ripigliati, io e gli omini
domenica, 12 novembre 2006

DOMANDE INTELLIGENTI

Essere a contatto con culture diverse dalla propria è sempre motivo di arricchimento personale e del proprio bagaglio culturale (o del proprio bàule della conoscenza). Come non ringraziare ameni personaggi, per lo più americani, ma a volte anche canadesi, brasiliani e sudamericani, che mi fanno cotante domande e innalzano il mio livello di sapere.

"Ma dimmi un po'...Ma secondo te perchè i romani a Roma hanno costruito tutte quelle ROVINE?"

"E anche Pinocchio è nato qui in Toscana..."  "Oh yes Pinocchio!!!Ma è una storia vera, è accaduta veramente, no??" "...(Momento di gelo e basimento con conseguente silenzio pregno di significato)..." "Ah, allora non è accaduta per davvero?"

Davanti al passaggio a livello a Pisa per raggiungere Piazza dei Miracoli. Passa un treno. "Scusi signorina,  dove porta quel treno?"  (Ma te l'hanno insegnato che un treno non èuna metropolitana?Ma che razza di domanda è?)

"Scusi, perchè in questi campi non ci sono animali?"  "Perchè sono coltivazioni, non sono pascoli" "E perchè non sono pascoli??"

"Scusi, che albero è quello? Come si chiama? Come si chiama quel fiore? Ma come si chiama quell'uccellino?" (A volte mi chiedo se porto in giro gruppi di botanici e ornitologi...Con tutto il ben di dio che c'è in Toscana mi chiede l'alberello piantato su via di Novoli a Firenze??Ma torna a casa tua!)

"Bene, stiamo andando a Pisa a vedere la famosa torre perndente..."  "E il David di Michelangelo!!!"  "No signora, il David di Michelangelo è a Firenze..."  "Ah."

Piazza della Signoria. "Bello il David. Ma la torre di Pisa si trova sull'altra riva dell'Arno?Dov'è? Si vede da qui?"

"sa, sono venuto a Firenze perchè voglio vedere dal vero il David di Michelangelo, è la statua che amo di più! A proposito...Ma è quello, vero?" (Additando il Biancone)

                             

"Salve, vorrei visitare la regione dei laghi" "Regione dei laghi?" "Si, lago di Como, lago di Garda..."  "Signora ma lei ha idea che è sbarcata a Livorno e tra 12 ore la sua nave riparte??" "pensa che non posso farcela a visitare la regione dei laghi?"

Direi però che la palma di domanda più idiota la vince una signora brasiliana per questa GENIALE domanda fatta alla mia guida in Portogallo:

"Bene, parliamo di Pedro IV del Portogallo, che voi conoscete come Pedro I del Brasile..."  "Ascolta Anabela, ma questa cosa di Pedro Iv qui e Pedro I in Brasile, ha  a che vedere col fusorario, vero???"

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 19:30 | link | commenti (5)
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domenica, 10 settembre 2006

Ieri sera effettivamente Viedominuto ha risollevato le sorti del mio fine settimana. Finalmente si è ricomposto il TrioDinamico: io, Sama e Paolazzi.

Appolaiati sulle gradinate dell'anfiteatro del Museo Pecci, ci siamo goduti una serie di interessantissimi video. Dai viedeo fuori conconcorso di Ciprì e Maresco, con il loro inventario cinico, alla sezione condominuto (dove ho rivalutato i tedeschi...), passando ai video selezionati nelle altre manifestazioni analoghe, le Vetrine Internazionali: 1 minute Film and Video Festival di Toronto e di Aarau, 60 segundos del Cile, la Slo Mo Video, Minute Moments, canadese, The Next Big Idea, statunitense.

Meravigliosi i video che partecipavano al concorso "1000 euro per 60 secondi". La premiazione al video "fuga" è stata meritata...Visto che nella giuria figuravano critici d'arte e direttori di musei contemporanei temevo che venisse premiata l'inentellegibilità più completa...No, perchè questo va detto: c'è gente che dietro la parola "critico d'arte" ci si nasconde e gode nel farti sentire un povero mentecatto. Perchè basta che trovino qualcosa di astruso, ti infilano due parole ossimoriche e ti mettono a posto. E se non capisci l'ignorante sei te. Ora, capisco che l'arte possa essere criptica, ma non fatemi sentire una completa idiota! alla fin fine è andata bene. Alcuni video mi avevano lasciato piutosto basita e temevo nella loro premiazione (che significava, dunque, il consacramento della mia magna ignoranza.). E anche per questo giro me la sono cavata!!!!

Per una volta, per altro, ho visto l'anfiteatro gremito da facce intelligenti e interessate...Solitamente è colmato da serie di giovani impagliati della Prato bene, impegnati a sorbirsi bicchieri di non si capisce bene quale beverone e a stare li per ore solo per far vedere che c'erano. Mi piace quando il Pecci segue la sua vocazione di centro per l'arte contemporanea e usa in modo intelligente i suoi spazi. Mi piace quando viene frequantato da gente normale (beh, quando ci lavoravo l'utenza non era propriamente "normale"...).

Non doveva essere male il party finale, per il quale ci siamo spostati al Cencio's...Mi sono tornati in mente i miei 16-18 anni di giovine dark. Tornando all'happening notturno, doveva suonare per noi tale PRUDO (no, via...Non ho parole...ma dove l'ha trovato il nome?), il quale è cascato dalle scale di casa e s'è spaccato 2 costole. Mi pare la scusa delle interrogazioni a scuola "non ho potuto studiare perchè m'è morto il nonno!" "Eh, o bellino, è già il sesto nonno che muore in 15 giorni!!!". Insomma, non venedo Prudo, è venuto (o sono venuti, perchè quando si parla di musica elettronica non si sa mai se il nome indica una persona, un collettivo, un ectoplasma...) Eclat.

Ecco.

Ma 'un si poteva sparà da piccino????M'ha torturato le orecchie per due ore!!!Dirà il saggio:"e te che ci sei stata a fare due ore li, a sentire l'elettronica visto che non ti piace?". La risposta è seNplice, cari i miei tapinacci: attendevo (e attendevamo) a gloria il buon Sven Koening, che doveva fare una buona performance, utilizzando complicatissimi software applicati a immagini e suoni della cultura trash degli anni 80. Peccato che il sofisticatissimo software abbia avuto la brillante idea di SALTARE IN ARIA due nanosecondi dopo che il pover'uomo s'era messo a fare il suo lavoro. No, io dico. Hai fatto suonare l'amico di Prudo, coso lì, per due ore mentre ti bevevi duemila birrini...ma non potevi provare il pc???No, eh? C'è stato un momento di orrore tra gli astanti: è torntato a suonare Eclat.

E noi ce ne siamo tornati dove ci eravamo rifugiati precedentemente (smaronati da Eclat), cioè nelle sale del Cencio's, attorniati da metalloni duri e puri e due o tre dark (ah, che stile!!!). Parafrasando Max Collini, al solito sono la più vecchia del locale. No, perchè i miei due amichetti sono più grandi di me, però ci consideriamo coetanei, anche se non lo siamo. Si vabbè, è un discorso contorto. Comunque. Mi sono sentita la zia di turno. Che poi coi miei vestiti in stile "la mia Africa" o "bentornati dall'India" mi sentivo un po'osservatella. Poveretti, avranno pensato "ma che vuole 'sta vecchia".

Comunque il Cencio's 10 anni fa era meglio. Decisamente meglio.

Ma la mia domanda è un'altra. Perchè quando il TrioDinamico è unito deve sempre degenerare in qualcosa? Siamo d'accordo che il la ce lo ha dato Paolino Ruffini, che è veramente grezzo come pochi (ma decisamente più intelligente di quel che vuol dimostrare) però mi chiedo, già che avevamo incominciato la serata in modo culturale, con analisi profonde sulla concezione delle immagini, del tempo, con la teoria dei colori...perchè abbiamo dovuto finire la serata in questo modo:

A. , P. e S. stanno per rimontare in macchina. passa un'auto dalla quale la radio canta "Svegliarsi la mattina tiritiritti..."

S. "Si, e svegliarsi la mattina con Dio solo sa che cosa in bocca!"  P. e A. :"Bbbbbuuuuaaahhhh!!!!ma dai!!"   S. :"Mai io dicevo la fiatella!!!!" P e A.:"...penzavo altro..."   S.:"siete due animali!"

Ecco, mi chiedo io. perchè? perchè? perchè degeneriamo sempre?

si impone uno studio raginato su cotanto argomento.

Il TrioDinamico voleva fare una menzione d'onore a due video che abbiamo visto ieri sera. I due video sono "Sissy - Campagna Europea 1 e 2", di Mauro Pezzini, Sergio Nacinovich e Chiara Martina.

Sono due brevi spot per surreali campagne europee di promozione sociale. la prima è per la promozione dell'autostima sessuale (dove bisogna recitare il mantra "si si si faccio sesso anche ai sassi"), campagna prodotta sotto l'alto patrocinio di Mia Madre, l'altra è per l'espressione composta del disagio sociale (ove per dimostrare il disagio é d'uopo gridare compostamente "pescasseroli"). 

Altra menzione d'onore a "Inquietudine" di Roberto Billi a a "Pusher" di Hengel Tappa e Sara Pirotto (Bastiancontrari) .

Perdonate la mia grevità e la non serità dei post. a volte vorrei darmi arie a pseudo intellettuale di sinistra militante all'avanguardia boehmio studente di lettere, ma non m'è mai riscito. ép!
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 16:32 | link | commenti (5)
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