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MisuraImmodestia

Avete supportato i miei delirii ben *loading* volte
lunedì, 08 giugno 2009

MAGRE CONSOLAZIONI

L’unica consolazione che ho oggi è che per fortuna non ho manie riproduttive visto che i figlioli mi stanno esosi. Per lo meno mi evito la frustrazione di non potermi fare una famiglia e non mi accollo la responsabilità di buttare un altro essere vivente in un mondo in cui l’involuzione culturale e morale è palese. Quanto meno sarò l’ultima della mia stirpe a farsi il sangue amaro perché non si riconosce negli attuali valori (valori?) nazionali.

No, poi ci si domanda perché io tutti i giorni abbia per lo meno dieci minuti di nausea…

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 14:19 | link | commenti (4)
categorie: rabbia, questo lo dico io, son belle cose, polemichina
lunedì, 20 aprile 2009

MUSICA MODERNA E CONTEMPORANEA. PERSONALISSIME OPINIONI SUL CASO.

Con tutto il rispetto per il lavoro di Giorgio Canali e per le sue chitarre. Perché a me le chitarre di Canali piacciono, e mi piacciono le sue sonorità nei dischi dei C.S.I. . Ma Giorgino, ti prego: limitati a suonare, a produrre, a scoprire e aiutare giovani di belle speranze prendendoli sotto la tua ala protettiva, dalla quale non deve essere facile affrancarsi in seguito. Di voce non ci siamo.

Canali ha una voce a dir poco irritante. Ecco, la voce di Canali ingenera in me una violenza pari solo a quella che mi ingenera la visione di Andrea Ronchi.

 

I membri de Il Teatro degli Orrori hanno scelto un nome veramente appropriato per la propria band. Sentirli dal vivo è un’esperienza dello spirito a dir poco raccapricciante. La figura più tronfia e inutile è quella del frontman, che incarna tutti i peggiori stereotipi degli eccessi del rock senza per altro avere il giusto carisma per farlo. Una specie di macchietta che si agita, si butta sui fan e naviga sulle loro teste, sbiascica al microfono perché è (o vuole sembrare) ubriaco. Un uomo che mi ha molto ricordato l’Attore, con cui sono uscita per un anno e mezzo. E questa somiglianza non fa onore a nessuno dei due. E a ben pensare nemmeno a me, visto il tempo investito in tanta pochezza. E non voglio tacere sulla slecchinata finale al pubblico, ringraziato per essere accorso al concerto e per aver preferito essere li invece di essere a casa a scopare, insomma per aver preferito del sano (?) rock (?) ad una scopata. Ora tesoro, preferito è un parolone, dato che credo che ci sia poco di meglio al mondo di una buona scopata. Il fatto è che uno ha anche altri interessi e che ci sono dei tempi di ripresa fisiologici: anche volendo, stare costantemente sul pezzo è abbastanza impegnativo. Tranquillo che la scopata me la faccio dopo, la tua esibizione mica mi ha inibito l’attività sessuale. Oddio. A ben pensarci avrebbe anche potuto farlo, effettivamente.

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 11:36 | link | commenti (10)
categorie: questo lo dico io, muuuusica, polemichina
giovedì, 25 dicembre 2008

UN PEZZO DI NATALE
(SPERIAMO ALMENO NON MI TOCCHI LA QUARTAPAGINA)


Non ho fatto gli auguri a nessuno. Se non a quelli che mi hanno telefonato e/o scritto. E sarà la mia solita aria polemica, ma a me il rito degli auguri non è mai piaciuto. Specialmente se arrivano via sms da persone che senti solo ed esclusivamente a Natale e Pasqua (e che non vedi da quei due/tre anni) e ti scrivono "il mio più sincero augurio per un sereno Natale". A culo tu e la serenità.
Natale io lo subisco. Tra Natale in quanto tale e la vigilia ho sempre preferito il 24. Perchè a casa mia la tradizone è di scartare i regali il 24, perchè l'aria di intimità e calore famigliare era il 24 molto più del 25, perchè Babbo Natale arriva il 24, e mi ricordo l'attesa febbrile per questo evento di quando ero piccola. Ecco, li forse potevo anche divertirmi, apprezzarlo; li c'era ancora una famiglia e non c'erano guerre e muri. Il 25 lo detestavo anche da bambina, con quei pranzi infiniti. Figurarsi quando ho cominciato a crescere, murata viva nella casa di campagna dei miei nonni, in una ridente (ma ridente cosa? C'è poco da ridere ad abitarci) località del chianti pisano.
Quanto meno adesso che lo faccio qui posso uscire con i miei amici invece di meditare la via più indolore al suicidio.
Gli auguri, con loro, ce li siamo fatti sotto l'esibizione canora di Magnolia. Sono andata a salutarlo e quasi mi ha spezzato due costole grazie alla stretta morlate del suo abbraccio. Continua ad essere un carissimo ragazzo ma la sua follia ha raggiunto livelli a mio avviso preoccupanti. E vabbè, se ho smesso di uscirci una ragione ci sarà. Il mio proposito di ubriacarmi per scordare la mestizia della festa non viene soddisfatto, causa la troppa gente ed il senso di responsabilità che poi mi pervade.
Mi telefona Mr B., un uomo che credo venga travolto dalla tristezza del Natale forse più di me: "quest'anno, per assecondare il clima di mestizia che c'è a casa mia, nemmeno abbiamo fatto l'albero". Mr B. detesta il Natale perchè tutti i suoi scheletri famigliari escono dagli armadi ed iniziano a ballargli il tiptap davanti. I miei invece, che lo fanno tutti i giorni, a Natale si mettono a ballare il canacan, che è ancora più rumoroso.
L'intento mio e di Mr. B. era di andare il giorno di Natale al cinema, ma non di entrare: la nostra idea è quella di passare la giornata ad osservare il pubblico che va a vedere i cinepanettoni, e poi farne un'indagine sociologica. Perchè a Natale non si può nemmeno andare al cinema in pace, visto l'assembramento di persone che c'è. Poi per vedere cosa, mi dico. Natale a Rio, ecco cosa. Esco di casa e sento i miei vicini intessere una conversazione su Natale a Rio. Mi si rizzano i peli delle braccia. Si, la gente va realmente al cinema a vedere Natale a Rio.
Meno male esiste il vin brulè di Chez Françoise.

Buon Natale, va'.
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 20:46 | link | commenti (2)
categorie: questo lo dico io, videi, noja, polemichina, ripigliati, aiuto le feste
martedì, 16 dicembre 2008

FACCIAMOCI UN 68


                          "Diffido del facile, gratis, tutto per tutti in ogni situazione"
              (Giovanni Lindo Ferretti prima che si bevesse completamente il cervello)


Il Sessantotto, adesso, ha proprio rotto le palle.

Non se ne può più. Di cuccioli del maggio, di meglio gioventù, di una generazione che ha cambiato il mondo. Non se ne può più di zecche che vivono nella mitizzazione del passato vedendo come perfettibili anche quegli aspetti e quelle esagerazioni che erano connaturate al movimento, che erano comprensibili, ma che insomma, proprio proprio bene non hanno fatto.

Sono reduce da uno spettacolo teatrale sul Sessantotto. Mi ha irritato la ridondanza che si fa di quegli anni. Del trito e ritrito, detto e ridetto.

Io ormai quando sento che la tematica di un testo, di un film, di una canzone è il Sessantotto sento un brivido gelido corrermi giù lungo la schiena; no, che poi io sono anche una di quelle che ha fatto le manifestazioni, ha occupato l’università ed il rettorato, ha sbattuto la porta in faccia al rettore, ha fatto casino all’apertura dell’anno accademico…Insomma, il mio passato da “sovversiva” (come disse uno psicologo a cui dovevo tradurre un articolo in inglese) ce l’ho.

Guardo le facce degli studenti del maggio francese: sono belli, che sono felici, che sono pieni. Ma mi sono rotta le palle di considerarli per forza di cose meglio della mia generazione.

Penso alle conquiste del Sessantotto, all’università libera, alla liberazione femminile e femminista, alla rivoluzione culturale e di costume che c’è stata, ma penso anche che alla fine la vince la mediazione: si parte da un punto A, si va verso il punto B che per reazione è l’opposto, e dopo si conciliano le posizioni in un punto C che sta a metà tra A e B.

Insomma prendiamo il femminismo: utile, ci voleva ai tempi. A parte il fatto che sono dell’idea che la condizione femminile non sia tuttora propriamente paritaria con quella maschile, anzi, comunque, torniamo al femminismo. Movimento necessario, si, ma totalmente anacronistico e deleterio oggi. E qui non sto parlando di “lotta per i diritti delle donne”. Sto parlando di “dimostro il mio slegarmi dalla supremazia maschile non facendomi i peli, bruciando il reggiseno, grattandomi le palle che non ho”. E no, eh. Sono donna, ho una femminilità, fatemela usare al meglio. E visto che ho anche un cervello, credo di poterci riuscire.

Siamo rimasti ancorati al passato guardandolo in maniera un po’ acritica. E’ facile andare a mitizzare un periodo temporalmente piuttosto vicino a noi, a noi che non ci piacciamo, a noi che non sappiamo più cos’è la collettività e che siamo così infelici, a noi che ci fanno invidia quelle facce sorridenti mentre invadono le strade, mentre stanno nei cortei. Ma vorrei vederne luci e ombre, sono stanca di sentirmi sputare addosso da ex sessantottini o figli di ex sessantottini. Sono stanca di sentirmi dire “si stava meglio quando si stava peggio”.

Nello spettacolo che ho visto ad un certo punto veniva detto che il Sessantotto non è materia di studio nelle scuole, mentre Federico II di Svevia lo è, e ci si questionava se fosse più importante un Fedrico II o un Sessantotto per i giovani alunni. Io non voglio ragionare di importanza, perché i fatti storici, se tali sono, non hanno una gerarchia, hanno un linea temporale. In storia non si parla di importanze. Detto questo, deo gratia che si studia ancora Federico II, che è stato uno dei primi liberi pensatori ed uno dei primi che si è ribellato ad un ordine costituito. E non veniamo col pippone “grazie al cazzo, lui era il re!”. Si, ma non era da tutti farlo.

Il Sessantotto è stato un gran momento, però ora basta. Ora basta vivere nel ricordo. Ora basta dire che la nostra è una generazione inutile, di gente pessima, vuota. Io spezzo una lancia a favore della mia generazione. Loro avevano le speranze, noi la consapevolezza. Loro avevano il mondo da conquistare, noi abbiamo difficoltà a stare a galla. Però in diversi ci rimbocchiamo le maniche, mentre veniamo guardati dall’alto in basso e veniamo accusati di non avere ideali solo perché alle volte abbiamo sostituito alle pure idee un minimo di pragmatismo.

Mi stancano gli stereotipi, mi stanca l’anacronismo. Mi stanca il dover forzosamente aderire a certe visioni per dimostrare che sono parte di qualcosa, per sottolineare un impegno programmatico nella vita.

Rivendico il mio sano diritto a slegarmi dal sessantotto e da tanti dei suoi figli che oggi militano nelle schiere opposte e nel popolo delle così dette libertà. Rivendico il mio diritto di slegarmi dai nipoti del sessantotto, che mi sono stati dieci anni in università col megafonino in mano e poi i più sono stati sistemati dal papà appena discussa la tesi. Rivendico il mio diritto ad adorare il cinema di Eisenstein e Pasolini ma anche il mio diritto ad essere squisitamente futile e a ridere come una matta davanti a Scrubs.

I cuccioli del maggio erano più belli di me. Mi fanno commozione e sana invidia quando vedo le foto. Mi si allarga il cuore quando sento le canzoni, vedo i filmati e mi gusto la produzione cinematografica (nutro dei dubbi su un certo tipo di produzione letteraria, ma questa è deformazione professionale) di quegli anni. Ma ora il complesso di inferiorità verso quegli anni mi sta diventando francamente insostenibile.

Mi verrà il complesso di Edipo, verso il Sessantotto.

 

(Diffidare sempre da spettacoli che il mio ormai svelato snobismo mi porterebbe ad evitare in partenza)

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 13:59 | link | commenti (4)
categorie: questo lo dico io, belle parole, polemichina, io e l arte
venerdì, 12 dicembre 2008

Si, va bene: sono una snob. E allora?
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 14:02 | link | commenti (6)
categorie: belle parole, polemichina, quesitii, are you scherzing, io e l arte
martedì, 11 novembre 2008

SPIEGAGLIELO

barak-obama

A me Barak piace. Ma proprio fisicamente, dico.
Barak piace tanto anche a Uòlter Veltroni. Comprensibile. Comprensibile anche che attorno a queste presidenziali americane ci fosse tutto questo interesse, sono state effettivamente storiche. Comprensibile che la sinistra italiana appoggiasse come di consueto il candidato democratico e la destra quello repubblicano.
Oggi passavo per Scandicci ed ho visto un nuovo manifesto del PD: c'era Obama acclamato dalla folla, e poi una scritta...doveva essere qualcosa tipo "si può fare" o "il cambiamento".
Bello eh.
Però, Uòlter: le elezioni le ha vinte Obama, non te.
Spiegateglielo.

SPIEGAGLIELO 2

Carla Bruni, donna a me particolarmente antipatica, fosse solo perchè sta col nano d'oltralpe, ne dice un'altra delle sue. Carlà è ormai famosa per le sue uscite estemporanee, e l'ultima (un po' come al solito) riguarda l'Italia, paese che le ha dato i natali e sul quale non smette di sputare addosso.
Duole ammetterlo, ma a questo giro sono dalla sua parte. Ha infatti chiosato con un  "felice di non essere più italiana" l'uscita di Silvio sul neoeletto presidente degli Stati Uniti d'America. Giovane, bello e anche abbronzato. Dopo averlo definito come il tour manager dell'Alpitour, in pratica, Silviozzo ha prontamente detto che era una carineria. Ah beh. E se voleva essere meno carino che diceva ,"negro di merda"? "Affumicato"?
Si scatenanto le reazioni ai discorsi di Carlà in Italia. Cossiga, ormai in preda alla demenza senile si scalda e dice che pure lui è contento che la signora non sia più italiana, ed in un moto di sanguinaria vendetta paventa il giorno in cui Carlà potrebbe volere di nuovo la cittadinanza italiana.
Un altro tizio della maggioranza, non ricordo bene, forse l'intelligentone di Gasparri, ha detto con aria contrita "eh, una first lady deve pensare bene prima di parlare, insomma, la sua posizione dovrebbe farla riflettere."
Giustissimo: quando si occupa una posizione rilevante e di potere non si può dire tutto quello che ci passa per la testa. Fossi un'importante esponente delle politica italiana, anche se lo penso, non potrei dire "io Barak me lo farei!".
Cristo, ma allora un presidente del consiglio non dovrebbe fare ancora più attenzione alle parole che usa rispetto a una first lady che per altro non ci pare abbia mai brillato in quanto ad acume?
Spiegaglielo.
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 16:55 | link | commenti (3)
categorie: questo lo dico io, le risa, polemichina, quesitii, ripigliati
venerdì, 31 ottobre 2008

PASSAGGIO IN INDIA

Qualcuno insegni ai ragazzi della scuole come diavolo si sta a teatro.
Qualcuno faccia selezione all'ingresso.
Qualcuno spieghi al pubblico che NON SI APPLAUDE A CASACCIO, magari tutte le volte che si abbassano le luci, contando che è un espediente scenico.
Qualcuno, magari un ingegnere, si renda utile e brevetti un dispositivo che diasttivi e spenga i cellulari di tutti gli astanti per tutta la durata dello spettacolo. Non è questione della suoneria: la vibrazione rompe i coglioni lo stesso. Leggere i messaggi illuminando così lo schermo del cellulare, contando che oggi gli schermi dei cellulari hanno la stessa potenza di illuminazione del lampadario di camera mia, rompe i coglioni lo stesso. Ci sono microfoni, mixer...Il ritorno dei cellulari rompe i coglioni lo stesso.
Qualcuno spieghi agli spettatori che se devono ragionare dei fatti loro, è il caso di prendere un palco, invece di innervosirmi in platea. Anzi, se devono ragionare dei fatti loro, stessero a casa.

Detto questo, lo spettacolo è valido. Belle trovate scenografiche, visivamente accattivante. Peccato per i cinque minuti finali, dove, con tanto di proiezione di un video di una canzone indiana di infimo livello, gli attori sono stati costretti a prodursi in un imbarazzante balletto nel peggior stile Bollywood. Una cosa agghiacciante.
Sembrava quasi il tentativo di citare il finale di Inland Empire.
Qualcuno spieghi a Tiezzi che non è David Lynch.
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 00:53 | link | commenti (3)
categorie: fuoco, questo lo dico io, polemichina, io e l arte
lunedì, 13 ottobre 2008

Ho appena capito che sono del tutto inadatta alla vita e ai rapporti sociali.
Data la mia veneranda età, avrei potuto anche capirlo un po’ prima.

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 17:25 | link | commenti (5)
categorie: belle parole, polemichina
lunedì, 29 settembre 2008

PUNIZIONE

Qualcuno dice che dietro ogni complimento ci sia sempre una cattiveria. Io dissento, ma mi pare che ci sia una legge del mondo che mi dice che per ogni cattiveria, anche solo pensata, io debba avere la giusta punizione.
Ieri sera me ne vado in un postaccio del loco. Mi premuro di arrivare ben tardi, visto che c'era un mio amico che metteva i dischi (che il dj set mi fa troppo gergo da gggiovani) ma prima di lui suonava un gruppo. Un gruppo che non sopporto, nemmeno visivamente, proprio l'antipatia che si manifesta, la bile che travasa...Per altro, ho subito i loro lamenti svariate volte. Un po' va bene, poi basta.
Quindi, volendo partecipare e ballare sulla buona musica che avrebbe proposto il mio amico, arrivo al postaccio molto tardi, inveendo contri i suonatori, ovviamente, e confessando ad un'amica che ero arrivata tardi sperando avessero già finito di suonare. Sono stata tosto punita: i musicanti ancora non avevano cominciato a prodursi. Mi sono dovuta sorbire tutte lo show, per altro rallegrato da una cassa che friggeva di continuo rendendo tutto l'insieme decisamente cacofonico.
Ecco, lo vedi che succede a essere stronza?
Inoltre, il mio invecchiamento precoce continua inesorabile. Ho presenziato al concerto di Daniele Silvestri ad un freddo barbino. Giusto perchè era gratis e perchè da queste parti non è che si sciali con le manifestazioni di popolo. Vabbè, andiamo, siamo tutti li, daccordo, vengo pure io. Ero circondata da gente che sapeva tutte le canzoni a memoria e che saltellava impazzita in qua e in la, mentre io non riuscivo a partecipare al giubilo degli astanti notando che non conoscevo manco una canzone. Eppure lo ascoltavo, eppure Silvestri mi piaceva pure...Si, dieci anni fa come minimo. Mi ritrovo per altro a non apprezzare questa virata di buoni sentimenti  ed impegno sociale del povero Daniele, e soprattutto mi da un senso d'astio tremendo la chitarrina alla Manu Chao delle Monetine. E pensare che io speravo nell'esecuzione del "tango della doccia". Però ho particolarmente apprezzato "testardo", che penso potrebbe diventare uno dei miei inni all'amore.
"però, se ancora un po' mi piaci la colpa è dei tuoi baci che mi hanno preso l'anima...de li mortacci tua!!"

E anche per stasera ho decisamente avuto una buona parola per tutti. Ph2 a litri.
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 01:21 | link | commenti (1)
categorie: questo lo dico io, belle parole, muuuusica, polemichina
venerdì, 04 luglio 2008

SITUAZIONE ODIERNA

Questo rende bene l'idea della situazione odierna nel tratto di autostrada A11 Firenze Nord - Prato Ovest alle ore 18:45.
Ero li, devastata dal sonno e la stanchezza, massacrata nell'animo da un gruppo di americani di una ignoranza anche comportamentale mostruosa,  con l'unica differenza che non mi sono messa a camminare sulle altre auto.


Che poi mi dico, come puoi distrarti mentre sei a Firenze? Come fai a non apprezzarmi piazza della Signoria? E soprattutto...Come fai a chiedermi dentro gli Uffizi "ma è qui che c'è la famosa Monna Lisa?"
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 21:52 | link | commenti (7)
categorie: questo lo dico io, son belle cose, polemichina, quesitii, ripigliati, bello il mio lavoro