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MisuraImmodestia

Avete supportato i miei delirii ben *loading* volte
domenica, 30 agosto 2009

IO DELLA VITA NON HO CAPITO NIENTE #5

Non ho ancora deciso se l'essere diventata una sorta di icona e musa dei gay deponga o meno a favore mio e della mia femminilità. Ma visto il buon gusto e la raffinatezza dei miei amici voglio essere ottimista e propendere nettamente per il sì.
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 22:18 | link | commenti (6)
categorie: soddisfazioni personali, true life, quesitii, io e gli omini
mercoledì, 21 gennaio 2009

CAPUT MUNDI

Roma è bella sempre, vista da un motorino ancora di più. Sarà che da un motorino non l’avevo mai vista. Vista dalla macchina, dai tram, dalle passeggiate a piedi, ma non da un motorino.

Cosce al vento in pieno gennaio, appiccicata a Dariuska, mi sento un po’ Audrey in Vacanze Romane. Anche se lei le cosce al vento, da vera signora, non le aveva.

Nonostante la stagione monsonica che l’ha colpita, Roma sfoggia un cielo limpido e una temperatura clemente. Al primo risveglio nella capitale, guardo istintivamente il cielo ed esclamo solo “che bello, è azzurro”, come facevo a Lisbona. Come faccio con Lisbona faccio con Roma, starei ore a guardarla. Mi piace in tutto, pure le periferie squallide mi piacciono.

E mentre sono sul motorino non mi stanco di guardare da un lato e dall’altro, riempiendomi gli occhi di tutto, che tutto mi piace. Anche passare dall’Olivetti, che è uno scempio alla città, ma appena dietro si apre la bellezza e la sobrietà del Campidoglio, solo inizialmente nascosta da quel mostro bianco. Praticamente uno vede prima l’orrore, poi si ritempra.

I pini, i colli, l’antico ed il moderno messi insieme, il sacro ed il profano, le strade dissestate, le vie ribaltate per cambiare i bocchettoni del gas, i tram che si scontrano, il traffico spaventoso.

E la romanità, che è così differente dal mio modo di essere e di fare. Per quanto vicini, hanno poco a che vedere con i toscani, in particolare con i fiorentini. Una cordialità, un calore umano, una disposizione al sorriso e alla battuta che qui non riscontro. Sarà davvero che allora noi siamo nordici? Da noi l’aria di quartiere, di rione, non c’è. Qui c’è l’individualismo più sfrenato, anche se spesso apprezzo la famosa volontà di “farsi i cazzi propri” che c’è da queste parti. Ho un rispetto infinito per il privato degli altri: qui non si insite, non ci si prendono confidenze, si mantengono le distanze. Siamo davvero più vicini ai milanesi che ai romani? La cosa mi fa un po’effetto, ma forse si. Che poi questo culto del privato c’è in apparenza, la tendenza al pettegolezzo è forte pure da queste parti.

Manca il sorriso la mattina, quando entri nel bar a prendere il caffé. Il più delle volte sembra che tu stia rompendo le scatole al gestore, e quando c’è gentilezza mi stupisco quasi. Manca quella voglia di prendere in giro, quella attitudine allo scherzo, quella confidenza presa anche se non vuoi darla. Sono la prima a non prendermi confidenze, a rimanere al mio posto, a sorridere educatamente ma senza una parola in più o in meno. Una cordialità fredda e distaccata. Sarà che vengo scambiata per slava, sarà che sono un po’ snob, sarà che forse sono davvero fredda, in prima istanza. Una questione di educazione, mi è sempre stato detto. E rimango sorpresa, spiazzata, quando trovo qualcuno che invece dice una parola in più, stupita da un atteggiamento diverso. Sarà la diffidenza. Mi ci vuole tempo, poi rispondo sulla stessa scia. E’che la cortesia, il sorriso allo sconosciuto, il prendersi delle confidenze non fanno parte della gente di qui. Per questo stranisco molto qui, meno a Roma.

Alla fine mette bene il barista settantenne del bar in cui entriamo due minuti prima della chiusura, e che invece di infamarci ci saluta col suo “Digaaaaaaaaaaaaa”, guardando il gruppo formato da me, Giò e Dariuska, ex stagisti di Ambasciata ed Istituto Italiano a Lisbona, di nuovo insieme dopo oltre tre anni. Un gruppo formato da una di Latina, residente da anni a Roma, uno di Foggia che ha vissuto diversi anni a Milano ed ora residente a Roma ed una toscana che parla un pratese – fiorentino – pisese (pisano e livornese) che a Roma non ci risiede e sostiene che le piacerebbe, probabilmente perché è l’unica a non abitarci, visto che gli altri due meditano la fuga dalla città. Ripensandoci forse non potrei sopportarla, visto che mi infastidisce il traffico di Firenze.

Ma infondo l’andarci solo a volte rispecchia appieno la mia personalissima teoria, che dice che bisogna tenersi a debita distanza da ciò che desideriamo, dal bello, dal piacere e dall’anelato, perché una volta raggiunto questo non è più così irresistibile, perché se si potesse godere tutti i giorni del bello, del desiderato e del piacere, poi ci risulterebbe insopportabile. Verrebbero fuori i difetti. Per questo ho la mia teoria del desiderio che mi impedisce di realizzare a pieno quello che vorrei.

Certo che dobbiamo essere buffi, di nuovo insieme tre anni dopo, e sembra siano passati due giorni. Dobbiamo essere buffi agli occhi dei gestori ed i clienti del ristorante eritreo, tre seduti ad un tavolo che ridono ininterrottamente per quindici minuti sul niente, su parole non capite e sul fatto che ci troviamo mentalmente peggiorati e ne siamo anche fieri. Si, saremo anche buffi, ma sempre meno della camicia del gestore e del cappotto zebrato di un’avventrice, però.

Mentre torniamo a casa, di nuovo sul motorino, di nuovo con le cosce al vento e la gonna impregnata dell’umido caduto sulla sella penso che ammiro da morire Dariuska e la sua voglia di mettersi continuamente in gioco, di non fermarsi, di fare pacchi e pacchetti ed  andarsene sei mesi in Spagna, per poi tornare in Italia ma non si sa bene dove, mentre programma dottorati negli Stati Uniti e salti nel buio in Australia. Io invece non ho più voglia di impacchettare cose per sei mesi e poi tornare qui, non ho più voglia di cose a tempo. Non dovessi obbligatoriamente tornare, forse partirei, ma ormai sono legata a doppio filo a Firenze, mio malgrado. Forse mi hanno stancato tutti i traslochi finiti male a Lisbona. Forse mi lascio sempre guidare da un briciolo di follia, ma non così tanta, o ultimamente cerco di tenerla un po’a freno, la follia. Ma cosa sarebbe la mia vita senza un pochino, almeno un pochino di follia che ogni tanto prende il sopravvento?

La mattina mi sono svegliata, e dall’alto ho guardato un cielo di nuovo azzurro ed i tetti di Roma coperti di sole. C’era una temperatura ingentilita, nemmeno troppo invernale, sicuramente più mite di quella che ho ritrovato alcune ore dopo a Firenze. Ho guardato i tetti, ho sentito improvvisamente gli occhi lucidi. Si, c’è poco da dire. Roma è proprio maggica.

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 14:07 | link | commenti (3)
categorie: fuoco, soddisfazioni personali, si viaggiare
mercoledì, 29 ottobre 2008

dEUS





Nessuna parola, al momento,  per raccontare questo concerto. Solo le immagini di loro sul palco davanti agli occhi e la loro bravura nelle orecchie. Ecco la beatitudine.
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 01:41 | link | commenti (3)
categorie: fuoco, soddisfazioni personali, videi, muuuusica
mercoledì, 15 ottobre 2008

Si, è vero. Quando le persone mi incattiviscono divento una stronza.
Ma meglio stronzi che stupidi.
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 14:11 | link | commenti (5)
categorie: fuoco, rabbia, questo lo dico io, soddisfazioni personali, belle parole, son belle cose
giovedì, 24 aprile 2008

MEME(NTO MORI????)

 

Meme. Io fino a poco tempo fa ne ignoravo l’esistenza ed il significato, di questa parola. Meme? Cos’è? E’ tipo “acqua” detto da un infante? Mah!

Poi alla fine i miei due neuroni hanno connesso: è “me – me”, tipo “io – io”. Un giuocariello dove si dicono alcune cose su se stessi (tanto perché l’egocentrismo e l’autocelebrazione  non fanno nemmeno parte di me) e poi si gira la palla ad altri ignari astanti. Che si spera ti considerino, per lo meno.

E allora ecco, io ringrazio il Digito, che mi permette di fare il mio primo meme. E questo meme dice di indicare 6 cose che mi piacciono.

E allora comincio con a me me piace:

1) A me me piace… Lisbona.

Il mio più grande amore. Non amerò mai nessuno come quella città. Mi è entrata nel sangue e mi manca come l’aria. Distante e lontana, è più di un anno che non la vedo. Un tempo incredibile, incommensurabile per me che ogni due mesi ero là. E’che lei torna prepotente. E mentre guardavo delle cose mandate via mail da alcuni amici che abitano li, mi si è stretto il cuore. Pensando a lei. Alle strade, ai rumori, alle voci, agli odori, a Praça do Carmo. Ai caffé o le birre nel tardo pomeriggio. Alla musica del suo scorrere con me. E ditemi che questo non è amore!

 

2) A me me piace…Il mare.

E’ un po’ un corollario di Lisbona. Si, lo so…Lisbona è sul fiume. Ma è talmente grande che sembra mare.

Il mare mi rilassa, mi ritempra, mi riempie. Mi libera da tutti i pensieri, mi lascia in sospensione. Più del volare, il rimanere nell’acqua, sospesi, sospinti, liberi da tutto.

E poi il mare è l’infinito. E’ poter vedere finalmente l’orizzonte. La linea dell’orizzonte senza niente altro davanti. Il mare è la vita. Prima o poi mi trasferirò sul mare. A Livorno, voglio andare.

 

3) A me me piace…Viaggiare.

Bella forza, eh? A chi è che non piace?

E’ per il viaggio che ho scelto il mio lavoro. Per lo meno, la parte che riguarda l’accompagnamento. Io mi sono sempre definita una nomade stanziale: non mi piace il viaggio dove in 10 giorni si vedono mille cose. Io ho bisogno di tempo. Mi devo fermare. Vedere. Assaporare. Capire il ritmo del posto. Mischiarmi con la gente. Scambiare uno sguardo, un sorriso, un’intesa con loro. Arricchirmi con la loro cultura.

Come diceva de Andrè, per la stessa ragione del viaggio, viaggiare.

 

4) A me me piace…Il fuoco.

Non in quanto elemento, anche se mi piace pure quello. Il fuoco come passione. Anche se non sembra, sono sanguigna e passionale. In tutto quello che faccio devo sentire la fiamma, l’ardore, devo sentire bruciare. Mi sono scottata, mi sono bruciata, perché ancora non so prendere le misure. Ma che ,misure puoi prendere con il fuoco? Se lo misuri lo imbrigli, lo limiti, lo controlli e muore. Mi brucerò ancora, spero. Il fuoco di un cuore che incendia la mente può fondere il ghiaccio del marmo bollente. Lo diceva Giovanni Lindo quando era ancora in se.

 

5) A me me piace…La musicalità dissonante.

Nella teoria della comunicazione le persone si dividono in tre tipologie: visivo, auditivo, cinestesico. Al corso per diventare guide turistiche ci fecero fare un test, per capire a quale di queste tipologie appartenevamo. Un mio collega arrivò diritto e senza ombra di dubbio a dire che io ero auditiva, per come usavo la voce, per un modo musicale che ho di parlare, per il fascino che ho per i suoni. Li per li non mi pareva. Ora dico che aveva visto più lontano di me.

Si, l’aspetto auditivo per me è tanto. Mi affascinano i suoni, le voci, i timbri. Mi piace ciò in cui riconosco una certa musicalità, spesso fatta di dissonanze. Anche nella musica vera e propria sono le dissonanze che mi prendono. Quel qualcosa che rompe la perfezione fine a se stessa. Un violino stridende. Un Hammond troppo forte. I bassi in controtempo.

E’ il particolare inaspettato che mi fa rimanere a bocca aperta, incollata a quel qualcosa. Me ne sono resa conto qualche sera fa, mentre parlavo con un ragazzo, completamente rapita dalla sua voce e dal suo leggerissimo ma per me chiaro accento laziale. “Non se ne accorge mai nessuno. Hai orecchio per queste cose”. E’che sono le sfumature che fanno il quadro, non i colori netti.

Gli studi che ho fatto, scopro ora di averli fatti soprattutto per i suoni. I suoni forti e taglienti, e così profondamente eleganti dell’inglese britannico. La musicalità profonda e affascinate del portoghese continentale. E’ tutta musica, questa. Con le sue meravigliose, irripetibili dissonanze.

 

6) A me me piace…Potermi fidare di qualcuno.

E’ per quello che adoro i miei amici. Perché mi posso fidare. E non capita spesso di potersi fidare. Mi capita sempre più raramente. E forse per quello, quando vedo una luce, che poi magari è solo un abbaglio, spicco il volo, apro le braccia e mi apro io. Sbagliando. Perché do tutte le armi per ferirmi a morte. Convinta che dai miei amici non verranno usate. A volte succede. Ma non erano amici, allora.

 

Ecco, sei cose che mi piacciono. Poi vabbè, ce ne sono anche altre. Ma sei ne dovevo dire, sei ne ho detto.

E ora devo girare la palla. Io la giro alla Sama, al buon Paolazzzi, allo Zanna, al ritrovato Scacchino (che mi odierà per i meme, ma tanto sta lontano…ahahah!!!!)…E basta. Non sono sei, ma abbiate pazienza, io mi devo far riconoscere.

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 14:05 | link | commenti (10)
categorie: fuoco, questo lo dico io, soddisfazioni personali, belle parole, son belle cose, lisboa meu amor
martedì, 01 aprile 2008

AL JAMAAL. Posso avere il tuo deserto?

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Al jamaal vuol dire bellezza. La bellezza che lascia negli occhi la Libia.
Salvemini disse che la Libia è uno scatolone di sabbia.
E' un mare di sabbia dai colori abbaglianti. Un oceano di dune ocra e oro. Un respiro ampio che riempie la testa ed il cuore.
Il deserto. Sedersi su una duna e guardarsi intorno, respirando l'aria calda e secca. Guardare il desrto è come guardare il mare: finalmente si rivede l'orizzonte, lo sterminato. il vuoto, che poi è pieno. Qui siamo sovraccaricati di immagini: dove ti gir ti giri non puoi vedere il vuoto, non puoi vedere l'orizzonte. Solo davanti al mare puoi permetterti di riposare gli occhi. E solo nel deserto.
Guardare il deserto fa bene. Fa bene all'anima, purifica da tutti i pensieri, dalle scorie, dalla furia e dalla fretta. Fa ritrovare il tempo, uno dei beni più preziosi. Fa ritrovare il tempo per se stessi. Si vive ad un altro ritmo, per fortuna.
La terra desolata. Ma la waste land è forse più qui, è quella che io mi sento dentro. Nel deserto invece si rinasce, come fossimo piccole oasi.
E la gente libica. Di una bellezza incantevole. Una bellezza di anima. occhi grandi e limpidi, sorrisi e voglia di conoscere. Nonostante i problemi con l'idioma, i problemi di comunicazione.
Non è la bellezza dell'esotico quella che vedo. Io che in Libi sono oltremodo l'esotico che non hanno. E' la bellezza di un altro ritmo, un altro sguardo, un'altra innocenza che ci è quasi sconosciuta.
Lo sguardo. profondo e penetrante, fiero e indomito degli uomini del deserto. Quegli lunghi e neri, contornati da ciglia lunghissime, le sopracciglia inarcate, quegli occhi di una bellezza quasi imbarazzante. Quegli occhi puntati addosso.  sentirsi chiedere scusa perchè ti guardano. E io, atea come sono, ritrovarmi quasi a dirgli che se il suo dio ci ha dato gli occhi è proprio perchè questi guardino e vedano, e che vedano il bene. E che se lui vedeva del bene nel guardarmi, allora ne ero contenta.
L'umanità profonda e dil rispetto che ho trovato in questa gente mi stupisce. Ho cercato di rispettare la loro sensibilità ed i loro costumi. Mi sono quasi sentita male quando mi sono gettata nel lago in bikini, anche se era il più castigato che avevo. Mi sembrava di ferire la loro sensibilità. E mi sono scusata anche con la mia guida, che ha sorriso dicendo "Tu fai bene, devi sempre fare quello che ti senti, essere naturale. Ci insegni che dobbiamo abbassare gli occhi".
le sere a parlare, scoprire che c'è un concetto di umanità e fratellanza profondissimo,
Forse ho avuto fortuna, ho incontrato persone buone, illuminate, tolleranti e aperte. Ma soprattutto ho incontrato persone luminose.
Parlare per ore. Di tutto. Anche di religione. io che non credo in nessun dio e che credo, che voglio credere solo nell'uomo. Ma qui non c'è modo di slegarsi dalla religione, è una cosa radicata e profonda. Ma non c'è proselitismo. C'è scambio. Nessuno tenta di convincerti. Ed è bello vedere le cose con un'ottica completamente diversa.
L'arabo. Una lingua cantata, bella e difficile. Una grafia quanto meno affascinante. Imparare qualche parola. Riconoscerne altre che uso in portoghese.
Sentire sempre "inshalla", perchè qualsiasi cosa si faccia o succeda, l'uomo pone le basi, ma la cosa si fa se vuole dio. E ritrovarmi a dirlo anche io, mentre pianifico le cose con la mia guida, io che non ci credo, ma che prendo il loro ritmo e viaggio con loro e mi piace vedere la loro luce.
E spero di tornarci, in quel paese di luce e colori caldi e bruciati, di ocra e di rosso, di mare azzurro e civiltà diverse e intrecciate. Inshalla.

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 21:23 | link | commenti (6)
categorie: fuoco, soddisfazioni personali, si viaggiare, life abroad, bello il mio lavoro
martedì, 06 novembre 2007

ON AIR FOR YOU
Concerto Chris and more 023
Visto che ho degli INNUMEREVOLI (?) lettori et AFFEZIONATISSIMI (??) ascoltatori nelle mie improvvisate a Radio Gas, mi sembra giusto avvertire tutti i miei fan(z) (???) che ne ho fatta un'altra delle mie.
Ho intervistato Chris Leo prima del suo concerto al Viper di Firenze.
Ma chi è Chris Leo, direte voi? Egli è un 33enne newyorkese, scrittore, cantante, chitarrista. Un esponenete di spicco dell'indie pop/rock, fondatore dei Van Peble e dei Lapse, ora solista nella versione Vague Angels.
Un tipo molto interessante, perchè interessante è la sua musica e interessanti sono i suoi spostamenti. Una persona interessante e molto, molto alla mano. Una bella scoperta, e qui devo ringraziare il professorino di Livorno, che è decisamente merito suo se ho sentito la muscia di Chris. E mi ha dato una bella mano anche nell'intervista.
L'intervista, dove abbiamo spaziato dalla musica alla politica, dal passato al presente, dai libri ai fattacci nostri, è stata divertende, anche se io ero probabilmente più imbarazzata di Chris...C'è sempre una prima volta, no?
La suddetta intervista andrà in onda venerdi 9 su Radio Gas, dalle 16:30 alle 18:00 nel programma di Lisa e Zanna, Spaghetti 12 km
Via, datmi un po'di soddisfazione e sentitela.

(Nella foto si può notare me che sorrido isterica e Chris che tenta di fare una faccia normale. Tanto non gli riesce. Mi odierà perchè ho postato questa foto. Lui si piaceva di più in un'altra, ma siccome io sono venuta peggio, mi rifiuto. Le foto sono mie e le posto come mi pare!!)
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 16:08 | link | commenti (2)
categorie: radio, soddisfazioni personali, muuuusica
mercoledì, 24 ottobre 2007

RADIO, LIVE TRANSMISSION

Di nuovo qui dopo un altro intervento a RadioGas. Con Rodolfo, durante il suo programma, ci siamo alternati nel mettere dischi. Ed ecco quello che ho proposto:

Lisboa que amanhece - Sergio Godinho & Caetano Veloso
Janelas abertas n°2 - Chico Buarque
E' pr'a amnhà - Antonio Variaçoes
Antena - A Naifa
A barca dos amantes - Sergio Godinho
Lençol de carinho - Lu Horta
A teia - Os Humanos
Pink Hurricane - Blasted Mechanism
Disse Femea - Jorge Palma
Pagu - Maria Rita

Sono nomi che ai più non dicono niente. Ma per me sono tantissimo. E passarli per radio, poterli condividere con gli altri cercando di far passare la passione che io provo per questi pezzi, è veramente un'emozione.
E grazie a chiunque mi abbia ascoltato...
Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 20:52 | link | commenti (5)
categorie: radio, soddisfazioni personali, muuuusica
martedì, 16 ottobre 2007

LITTLE SWEET THINGS


Perché nonostante tutte le cose che succedono, nonostante le paranoie e le depressioni caspiche, ci sono delle cose da salvare. E che salvano.

Piccole o grandi che siano, sono i piccoli piaceri della vita, sono quello che mi identifica.

Il Moleskine nuovo, che tengo sempre in borsa per annotare ciò che mi passa per la mente o quello che vedo. Una specie di venerazione per il Moleskine. Mi pace toccarlo, aprirlo, sfogliarlo.

Il mio aspetto anni ’60-’70. Il demodè.

Le fotografie che ho fatto. Soprattutto quella fatta a Castel del Monte. Perché quel luogo per me è un po’ il centro del mondo. La cattedrale laica dello scibile. Una filosofia che sta dietro alla costruzione. E’ Federico II, ciò che è legato a lui per me ha un valore tutto particolare.

Il paesaggio che si vede sul tratto della A1, da dopo Scandicci fino verso Monte San Savino, specialmente nel tratto di Firenze Certosa. Le colline, i cipressi, i vigneti, la Certosa, bellissima, che spunta. Ma soprattutto è l’ora, che condiziona la luce di cui si bagna il paesaggio. Quella più bella è quella vicina al tramonto. Non al tramonto, ma li vicino. Quando il sole regala quella luce gialla e aranciata, che riveste di calore le colline. La luce più bella per le fotografie. La luce calda, la luce dorata. Per questo non mi ha mai affascinato l’alba. L’aria pungente, il cielo terso, la luce trasparente e fredda. E’ la luce del giorno che muore che mi piace. Il rosso, l’arancio, l’oro dell’autunno. La migliore interpretazione è sempre alla fine dello spettacolo, non all’inizio.

I pomeriggi in radio con Lisa e Zanna, che mi concedono lo spazio per le mie recensioni improbabili; e è non sono solo le recensioni, chiaro. E’ la loro compagnia e le loro battute. E’ il divertimento puro. E poi sentirsi chiedere di restare anche in un altro programma per passare ciò che io ascoltavo a Lisbona. E stare li, un’ ora e mezza a parlare i lei, di Lisbona, lei che mi ha rubato gli occhi, e passare con enorme soddisfazione A Naifa, Os Humanos e i Sétima Legiao, per il piacere di condividere una musica che non arriva fino a qui ma che è stupenda. E poi sentire che è stata apprezzata, non solo da chi era in radio in quel momento, ma anche da chi ascoltava. E sentirsi dire “torna”, avere l’opportunità di passare altri pezzi che per me sono una meraviglia.

Le buone chiacchierate. 

Il buon vino.

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 16:38 | link | commenti (7)
categorie: soddisfazioni personali, son belle cose, lisboa meu amor
mercoledì, 03 ottobre 2007

LOOKING BACK

Ho imparato anche io a postare i video. Cioè, la Sama m'ha insegnato a postare i vedeo.
E allora postare il primo diventa una scelta importante.
Io ho scelto. Eccolo.
Non è per la qualità video, non è per la qualità dell'audio.
E' per la qualità del ricordo, dell'emozione che mi ha dato.
Per loro, il primo concerto a San Pietroburgo.
Per me, la prima volta che li vedevo dal vivo.
Io ero li, in mezzo a quella gente. Un po' più indietro del tipo che ha fatto questo video. Ma c'ero.

Agnesita ha avuto una buona parola per tutti alle 14:53 | link | commenti (4)
categorie: fuoco, soddisfazioni personali, videi, muuuusica, bello il mio lavoro